Morti e dispersi sul K2

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Sarebbero 2 gli alpinisti morti e sette i dispersi nel tratto finale della salita alla seconda vetta del mondo (8.611 metri). Marco Confortola, unico italiano del gruppo che ieri aveva tentato di raggiungere la vetta, dopo una notte trascorsa all'addiaccio a 8.300 metri, è invece giunto a campo 4 dove alcuni sherpa lo stanno curando con ossigeno e farmaci
 
secondo me c'è troppa disattenzione e troppa sicurezza verso qualcosa che bisognerebbe sempre temere... la montagna
 
Si :( AOSTA - Quattro vittime certe, 14 alpinisti dispersi. Si aggrava il bilancio della tragedia che ha coinvolto un gruppo di scalatori sul K2.
 
L'attacco alla vetta del K2 è scattato nella notte tra giovedì e venerdì: da campo 4 sono partiti 17 alpinisti (membri di spedizioni di Olanda, Serbia, Corea, Norvegia e Italia) poco dopo mezzanotte. Due gli italiani, il valtellinese Marco Confortola e il bresciano Roberto Manni: quest'ultimo ha rinunciato già nella mattinata di ieri per un malessere. Gli altri hanno proseguito attraversando i punti più delicati, ovvero il 'collo di bottiglia' e il traverso successivo, arrivando nel tardo pomeriggio nei pressi della vetta.
Durante l'ascensione un alpinista serbo e poi uno coreano sono precipitati dalle pendici della montagna. Ancora non è chiaro chi ha raggiunto la cima e chi no. A causa dell'orario, in molti hanno dovuto bivaccare in alta quota oppure tentare la discesa al buio. Una discesa resa ancora più difficile dalla caduta di un seracco che ha portato via le corde fisse, strumento che avrebbe agevolato il rientro al campo 4. Pare che solo un alpinista olandese e uno sherpa nepalese siano riusciti a raggiungere le tende.
Marco Confortola ha trascorso la notte in una buca scavata nella neve a 8.300 metri di quota, con il capospedizione olandese, Wilco van Rooijan, e alle prime luci dell'alba ha iniziato la discesa. In loro soccorso sono saliti altri alpinisti statunitensi e olandesi che si trovavano ai campi di alta quota. Secondo quanto si è appreso, inoltre, durante la discesa un alpinista si è ferito in una caduta e il suo soccorso ha rallentato ancora di più il rientro verso valle. Le poche notizie che arrivano dal Pakistan sono riportate dall'alpinista Mario Panzeri, reduce dalla scalata al Broad Peak, che si trova al campo base del K2 ed è in contatto con Agostino Da Polenza, già protagonista nelle scorse settimane del soccorso di Walter Nones e Simon Kehrer sul Nanga Parbat.
 
A parte il fatto che nei tg continuano a dire "tragedia sull'Hymalaya" quando invece il K2 è nel Karakorum....della serie, almeno informatevi...

comunque sembra che nessuno sappia ancora nulla di preciso, anche perchè ora laggiù è notte..e di certo per chi è ancora vivo sulla montagna le prossime ore non saranno per nulla paicevoli...sembra che l'origine della tragedia sia dovuta a una valanga, ma anche lì non si anno certezze...aspettiamo domani per i dettagli..
 
Pazzesco .. non ho parole, se altri 14 sono dispersi a 8000m non voglio pensare dove possa arrivare il bilancio delle vittime.
Sembra all'origine della tragedia sia stata la caduta di un seracco che ha staccato le corde fisse per la discesa.
Ho letto che alcuni hanno messo in discussione la decisione di salire tardi alla cima e bivaccare ad alta quota anche se e' facile parlare da qui.
 
ma marco confortola non è uno che centra o centrava in qualche modo con il forum?!?!
chiedo lumi a zoidberg!?!?!
 
Ho letto che alcuni hanno messo in discussione la decisione di salire tardi alla cima e bivaccare ad alta quota anche se e' facile parlare da qui.

Non credo fosse programmato un bivacco in truna a 8300m, probabilmente sono stati costretti quando hanno trovato la via per il campo 4 sbarrata.
 
Non credo. Avremmo molto da imparare se Confortola fosse uno del forum...

Se non ricordo male "Puccio", che è stato bannato dal forum un pò di tempo fa, aveva rapporti di amicizia con Marco Confortola...questo è l'unico legame con il forum che io ricordi
 
Io conosco personalmente Marco, abbiamo fatto parecchie ascensioni insieme in estate e ricordo che quando lui era in procinto di partire nel 2004 per la spedizione Everest e K2 gli dissi: "Adesso diventerai anche tu uno di quelli che soffrono se stanno per troppo tempo lontano da un 8000". Lui sorrise perchè già sapeva che sarebbe andata in questo modo. In effetti è stato proprio così. Lo ammiro tantissimo e credo che fra non molto tempo sentiremo ancora parlare di un suo tentativo di salita al K2. Sicuramente lo farà per gli alpinisti morti in questi giorni e per il suo amico Karl scomparso pochi giorni fa. Vai Marco, vola per noi in cima!!!
 
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