Quel turismo che si dimentica di chi in montagna ci vive

Fabio

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Staff Forum
Volevo evidenziare questo scritto:
Ma tutto questo, i vostri pro e cons dico, e' un discorso tipico cittadino per i quali le montagne sono solo spazio del tempo libero ma non di vita e di civilta'.

E' vero che in molte zone, e particolarmente in Italia (salvo forse, per qualche aspetto, il Sudtirolo), purtroppo, e' cosi
. Ma in Svizzera o in Austria questo non e' affatto vero. Qui, per molti versi, la montagna non e' solo ed esclusivamente turismo, ma anche turismo. E bisogna riflettere come salvare quell' equilibrio, spesso precario, fra attivita' economiche che vanno dall' agricoltura fino alla piccola industria e il turismo.

Li', dove resta solo il turismo, il passo e' piccola per arrivare ad una situazione, che tutta una valle diventi una specie di Disneyland per turisti (meglio se straricchi!) e diventi invivibile per la popolazione indigena. A cominciare da cose molto banali: Se i prezzi per gli immobili (per le ovvie ragioni speculative) vanno alle stelle, anche le assicurazioni su quegli immobili come tutti gli altri servizi vanno in alto pari pari finche' diventino pesi insostenibili.

Il modello "americano" (e parzialmente anche scandinava) e' che intere stazioni appartengono ad una societa'. Es. Whistlermountain, Jackson Hole, Mt-Tremblant (e qualche altra ancora) appartengono ad IntraWest, una grossissima immobiliare canadese che li gestiscono come tutt uno.

Francamente, non e' questo che vi si auguro per le vallate alpine. Almeno non quella in cui vivo io . . .

E mi è subito venuto in mente il discorso Arabba e sua uccisione imminente. Secondo me anche il Sudtirolo da me/noi tanto amato si sta portando verso questa prospettiva di economia.

Sarebbe un disastro iniziare a vedere "casermoni" alla MArilleva anche in Alta Badia o Val Gardena... Secondo me però manca poco: osservate la miriade di case nuove fatte ad Arabba negli ultimi 5 anni, guardate la nuova pista Piculin e specialmente il parcheggio in basso, faranno un impianto che taglia in 2 Arabba... Il passo verso un casermone, che ne so, in pieno Colfosco di questo passo non è da escludere... basterebbe una amministrazione sbagliata per qualche anno e patapuff :(

Devono tenere in conto anche di chi in montagna ci va anche senza soldi e ci va per vero piacere di andare "in sù". Favorire troppo i megaricchi cicciottelli Russi e guardare con disprezzo i giovincelli puzzolenti che dormono all'aperto su per i tornanti del Sella non lo condivido.
 
Il problema italiano é proprio questo. In Svizzera, a Zermatt, St Moritz, Grindelwald per fare esempi di stazioni di pregio, c'é l'Ostello della gIoventù. Penotando con anticipo, ti fai la settimana bianca a prezzi più che accettabili. Da noi, dall'Alto Adige alla Val D'Aosta, nulla di tutto questo. I campeggi in Alto Adige? Pochi, e avversati dalla popolazione. Le valli bergamasche? Assediate dalle seconde case, una tragedia perchè costano capitali in oneri di urbanizzazione e trasformano località montane in villaggi fantasma (prova ad andare a Piazzatorre supersettimana in questo periodo, e ti spaventi). In tutto questo, pagano un prezzo elevatissimo quelle persone che vivono in montagna ma ai margini del processo turistico, tanto é vero che trovare un contadino o un allevatore in Alto Adige (per esempio) che viva solo di quello (e che lo possa fare) é come cercare un ago in un pagliaio.
 
Beh io i russi li ho sempre odiati, è dal '39 che non li sopporto.
Però anche i giovincelli puzzolenti non mi fanno impazzire.
 
Quelli che vanno negli Ostelli della Gioventù in Svizzera si lavano più di certi italiani italiani che vanno in Hotel a quattro stelle. ;)
Non sempre lo spendere pochi soldi vuol dire non essere educati o nemici del sapone, come facevi ben presente parlando di certi russi
 
Molto interessante questo post.
Sarebbe bello sapere cosa ne pensano coloro che abitano in certi paesi del Sud Tirolo (vedi La Villa in Badia) dove in certe giornate d'inverno si respira il puzzo di qualche Città della Pianura Padana causato dalle mille auto in coda per il parcheggio e magari durante le domeniche d'estate o autunno pare di stare nel Far West, con i cespugli d'erba che rotolano per le strade tanta è la desolazione...
 

.

Io sono nato e tuttora mi sento di vivere (anche se il 95% della settimana la passo altrove) in un paesino di montagna non turistico e "dimenticadaddio". La desolazione apparente che un cittadino può provare arrivando la prima volta è la vera ricchezza. E' pace, amicizia! Mi fanno un po' pena a volte i cittadini che arrivano al mio paese e pensando di trovare una milano a quota maggiore e con buona aria se ne vanno quasi delusi. E' necessario far capire che la montagna non deve diventare una "cascina gobba" in alta quota. E soprattutto è necessario evitare che questo avvenga.

Il turista che cerca una città con la buona aria e non apprezza il silenzio e la mancanza di comodità, sebbene straricco, non deve essere incitato a tornare.
Non si deve piegare la montagna al desiderio di questi turisti che in montagna ci vanno solo perchè hanno soldi e fa figo raccontarlo... e poi si lamentano perchè non trovano il formaggio con lo 0,1% di grasso alal bottega del signor "Kuzzemberger".
Il formaggio con il bifidus te lo mangi in città (il discorso formaggio lo sto usando per esprimere il concetto della ricerca della cosa da new york a colfosco...).
 
ci chiedevamo giusto io e il mio compare di sciate se, i residenti dei paesi di montagna con forte turismo invernale, avessero delle agevolazioni sull'acquisto delle case ma, a leggere quello che avete scritto, credo proprio di no.
comunque l'urbanizzazione selvaggia esiste anche in altri posti bellissimi, uno su tutti il mio amatissimo Campione del garda, fino a due tre anni fa era un paradiso, un angolo dell'alto garda dimenticato, con le rocce che lo sovrastano, una fabbrica dell'800 abbandonata e possibilità di campeggio abusivo nel verde, il lago pulito e un fiume freddo gelato che scende dai monti con cascate e buche dove fare i tuffi, io e la mia compagnia ci abbiamo passato la gioventù, tutti i week end d'estate eravamo lì ma quest'anno non so perchè l'ecomostro è quasi pronto e ci metteranno pure le guardie giurate per controllare gli accessi... i prezzi degli immobili sono alle stelle... diventerà un paradiso per crucchi palanconi...
vi allego qualche foto di com'era anche se un po' ot
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e cosi è come sarà:
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certo a tutti piace difendere la natura con il suo panorama selvatico,sono anch io così.ma è anche normale che quando la gente che frequenta i posti diventa molta è difficele contenerla in spazi limitati,basta solo costruire con cervello e non sempre invidiare gli stranieri perchè noi italiani siamo i più stilisti del mondo per cui penso che non ci mancano le capacità ma solo l impegno che purtroppo è sempre legato al profitto.
 
Io sono nato e tuttora mi sento di vivere (anche se il 95% della settimana la passo altrove) in un paesino di montagna non turistico e "dimenticadaddio". La desolazione apparente che un cittadino può provare arrivando la prima volta è la vera ricchezza. E' pace, amicizia! Mi fanno un po' pena a volte i cittadini che arrivano al mio paese e pensando di trovare una milano a quota maggiore e con buona aria se ne vanno quasi delusi. E' necessario far capire che la montagna non deve diventare una "cascina gobba" in alta quota. E soprattutto è necessario evitare che questo avvenga.

Il turista che cerca una città con la buona aria e non apprezza il silenzio e la mancanza di comodità, sebbene straricco, non deve essere incitato a tornare.
Non si deve piegare la montagna al desiderio di questi turisti che in montagna ci vanno solo perchè hanno soldi e fa figo raccontarlo... e poi si lamentano perchè non trovano il formaggio con lo 0,1% di grasso alal bottega del signor "Kuzzemberger".
Il formaggio con il bifidus te lo mangi in città (il discorso formaggio lo sto usando per esprimere il concetto della ricerca della cosa da new york a colfosco...).

Concordo appieno con il tuo discorso, io intendevo dire che per uno che vive in un paese di montagna, ma non vive di turismo perchè non ha appartamenti da affittare o perchè lavora in fabbrica, talvolta o sempre si trova a subire decisioni di chi invece del turismo fa la sua "unica" ricchezza.

Anchio sono praticamente nato in un paesino di alta montagna (Sauris di Sopra - Ud), una Wilderness incontaminata a 1400 mt. s.l.m., che per fortuna non conosce il turismo di massa, però devo annotare che negli ultimi anni il paese si sta spopolando, i vecchi muoiono i giovani vanno a cercare lavoro in valle, e le abitazioni diventano seconde case dei cittadini snaturando un pò anche il contesto sociale e storico della località.
Come sempre la soluzione credo stia nel mezzo, creare occupazione alternativa al turismo, incentivare l'agricoltura/allevamento e creare i presupposti di un turismo sano e rispettoso dei luoghi, cge si accontenti e goda di quello che c'è, senza pretendere sempre di più. Ci vuole tempo ma in alcune località dell'Austria e della Svizzera ci sono riusciti...
Enjoy the Silence
 
C'è un articolo interessante riguardo a questo argomento sulla Rivista del Cai di questo bimestre..è un problema davvero importante..
mi ricordo, quando ancora stavo con la mia ex fassana, il problema di fare la spesa tutti i giorni e per tutto l'anno con i "prezzi fassani"..avevo calcolato che dei prodotti, come per esempio l'acqua, si arrivava a pagarli anche tre volte quanto li pago io al supermercato...per non parlare di altre cose come la benzina, che raggiunge prezzi folli..in questo consideriamo che buona parte dei fassani (presi ad esempio, ma anche in altre valli è così) sono operai degli impianti oppure lavorano a servizio negli alberghi, e sicuramente non hanno stipendi da manager ne da albergatori
 
Volevo evidenziare questo scritto:


E mi è subito venuto in mente il discorso Arabba e sua uccisione imminente. Secondo me anche il Sudtirolo da me/noi tanto amato si sta portando verso questa prospettiva di economia.

Sarebbe un disastro iniziare a vedere "casermoni" alla MArilleva anche in Alta Badia o Val Gardena... Secondo me però manca poco: osservate la miriade di case nuove fatte ad Arabba negli ultimi 5 anni, guardate la nuova pista Piculin e specialmente il parcheggio in basso, faranno un impianto che taglia in 2 Arabba... Il passo verso un casermone, che ne so, in pieno Colfosco di questo passo non è da escludere... basterebbe una amministrazione sbagliata per qualche anno e patapuff :(

Devono tenere in conto anche di chi in montagna ci va anche senza soldi e ci va per vero piacere di andare "in sù". Favorire troppo i megaricchi cicciottelli Russi e guardare con disprezzo i giovincelli puzzolenti che dormono all'aperto su per i tornanti del Sella non lo condivido.


tutto è possibile

ma ti ricordo che ARABBA NON è SudTirolo / AltoADige ...ma Veneto ...ovvero Italia
 
Putroppo le "spinte" attuali del mondo portano chiunque a voler vivere bene,col massimo introito a fronte di minor fatica possibile.
Per elevarsi socialmente,per garantire un miglioramento ai figli (un gradino ogni generazione).
Le tipiche o possibili attività montane vanno in altra direzione.
La montagna è fatica per sua conformazione,le sue attività sono sacrifici,fatica,poca resa;tanto è vero che una parte dei "montagnini" non vive di una sola attività,che spesso è stagionale.

Il turismo permette di accorciare tempi e strade.
Ed è concetto già espresso più volte,quello del delicato e difficile punto d'equilibrio tra ambiente,benessere e progresso.
Troppo spesso chi investe ha un occhio solo per la resa economica,ma quella "qualitativa" rischia di restare solo suula carta!

@ Robbs : è cmq cosa comprensibile ed abitudine che i "locals" abbiano prezzi agevolati,succede un po' dappertutto,mari e monti.
E' come una solidarietà,un sintomo di unione tra persone.
Se non accade è perchè è cambiato il concetto di Comunità;è un simbolo di coesione sociale tra persone (o compaesani) : mi accontento di un minor guadagno perchè cmq lo faccio per chi è come me,e nella stessa situazione,e vive la stessa realtà!
 
@ Robbs : è cmq cosa comprensibile ed abitudine che i "locals" abbiano prezzi agevolati,succede un po' dappertutto,mari e monti.
E' come una solidarietà,un sintomo di unione tra persone.
Se non accade è perchè è cambiato il concetto di Comunità;è un simbolo di coesione sociale tra persone (o compaesani) : mi accontento di un minor guadagno perchè cmq lo faccio per chi è come me,e nella stessa situazione,e vive la stessa realtà!

vero, ma non per tutto..per esempio, esempio stupido, ho notato che in Val di fassa per avere la tessera dei punti del supermercato dei avere la residenza..mentre da noi per la fidaty dell'esselunga può venire da qualsiasi parte..e questa tesserina, oltre che darti premi, ti può far avere anche parecchi sconti..
ma non mi sembra di aver visto altre forme di agevolazione per i locals...
 
la questione del costo della vita in montagna l'ho notata anch'io!
Ogni volta che resto per un po' a Cervinia mi rendo conto di quanto si spenda in più a fare la spesa, nel negozietto di alimentari, come al supermercato Crai!....e penso che l'unica soluzione per risparmiare sia scendere fino ad Aosta (1h di strada) e fare grandi spese negli ipermercati o centri commerciali!.....forse si spende meno anche in un supermercato qualunque di fondovalle, che ne so a Chatillon (mezz'ora di strada), ma credo che il risparmio sia minore!
La montagna ha, è indubbio i suoi svantaggi, in termini di mobilità, possibilità, opportunità, rispetto alla pianura!....è quindi quasi logico che la gente si dedichi al turismo!...Certo non sempre e non tutti hanno capito che il turismo rende se fatto nel modo giusto, che la seconda casa non può essere la soluzione ai problemi, casomai può diventare un problema, quando il rapporto seconde case-hotel non è equilibrato.
Ci sono paesi dove le seconde case sono troppe rispetto a quelle dei residenti e ciò li rende spenti (almeno in allcune zone) per la gran parte dell'anno.è il caso della "mia" Cervinia, ma anche di Madonna di Campiglio o di San Martino di Castrozza!
Secondo voi non c'è nessuna possiblitià di convertire un po' di seconde case, in posti a rotazione, che ne so con una legge o con incentivi?
 
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