Oggi è sicuramente una di quelle giornate da ricordare, passata fra montagne, neve, silenzio e con la tavola sulle spalle. Senza compagni d’avventura decido lo stesso di provare questo facile itinerario che mi ha rivelato panorami fantastici.
La giornata si presenta senza nubi e non molto fredda, parto veloce da Tolmezzo in direzione Forni Avoltri dove in centro abitato si svolta a destra per la frazione di Collina. Già lungo la strada verrebbe da fermarsi ad ogni curva a fare foto ma lo “0” termico a 2000 mt incalza. La neve caduta i giorni precedenti è ancora ben presente e devo lasciare la macchina al campeggio a quota 1300 mt dato che la strada che prosegue è sbarrata dalla neve riportata. Lego la tavola, fuori i bastoncini telescopici e le ciaspole e alle 8.15 si parte su 20 cm di neve ghiacciata.
Oltrepasso il rifugio Tolazzi a quota 1350 e seguo il largo sentiero cai 143 in un bel bosco di conifere sulle tracce di altre ciaspe dei giorni precedenti. Il bosco si dirada e si apre su un ampio vallone che lascia senza fiato così proseguo veloce col sorriso stampato in faccia. Raggiungo la casera-agriturismo Morareet 1682 mt , sommersa dalla neve, dove perdo anche le tracce su cui ero salito finora ma trovo quelle vecchie di uno scialpinista. Si alternano alcuni tratti di neve dura ad altri, specie sul ripido, dove si sprofonda parecchio ma il morale è alto. Giunto al “piano dei buoi” scorgo in lontananza la meta, la forcella Morareet dove sorge il rifugio Marinelli 2111 mt. L’ultimo tratto di salita è ventato e con la neve più compatta riesco a salire facilmente, poi, una volta scollinato, mi si è aperto un mondo che non pensavo d’inverno fosse così bello! Il massiccio del Coglians è impressionante, lì dritto proprio sopra di me. La felicità della salita è immensa, ma le raffiche gelate mi consigliano di cambiarmi e muovermi a scendere, anche perché non voglio farmi la discesa sulla neve trasformata.
Messo il casco e stretti gli attacchi mi fiondo di lato al vallone su una cornice per alzare un po’ di polvere ma quassù è troppo compatta, scendo dolce col sorriso da ebete godendomi ogni singola curva con cui mi scrollo tutta la fatica di dosso. Mi fermo solo alla casera per dare un occhio alla mia unica scia in tutta la valle e a dare un arrivederci a questi splendidi luoghi. Poi il rientro sul sentiero è divertente, la neve qua è cambiata ed è lenta ma la pendenza e le vecchie scie di salita aiutano. Raggiungo il Tolazzi dove scopro che la strada ormai è bella sgombra così ho tempo di farmi una sgambata fino alla macchina. Si va verso casa con Jack Johnson in sottofondo e tanti bei ricordi….
Il paradiso era là dietro l’angolo, bisognava solo cercarlo….
Tutte le foto
La giornata si presenta senza nubi e non molto fredda, parto veloce da Tolmezzo in direzione Forni Avoltri dove in centro abitato si svolta a destra per la frazione di Collina. Già lungo la strada verrebbe da fermarsi ad ogni curva a fare foto ma lo “0” termico a 2000 mt incalza. La neve caduta i giorni precedenti è ancora ben presente e devo lasciare la macchina al campeggio a quota 1300 mt dato che la strada che prosegue è sbarrata dalla neve riportata. Lego la tavola, fuori i bastoncini telescopici e le ciaspole e alle 8.15 si parte su 20 cm di neve ghiacciata.
Oltrepasso il rifugio Tolazzi a quota 1350 e seguo il largo sentiero cai 143 in un bel bosco di conifere sulle tracce di altre ciaspe dei giorni precedenti. Il bosco si dirada e si apre su un ampio vallone che lascia senza fiato così proseguo veloce col sorriso stampato in faccia. Raggiungo la casera-agriturismo Morareet 1682 mt , sommersa dalla neve, dove perdo anche le tracce su cui ero salito finora ma trovo quelle vecchie di uno scialpinista. Si alternano alcuni tratti di neve dura ad altri, specie sul ripido, dove si sprofonda parecchio ma il morale è alto. Giunto al “piano dei buoi” scorgo in lontananza la meta, la forcella Morareet dove sorge il rifugio Marinelli 2111 mt. L’ultimo tratto di salita è ventato e con la neve più compatta riesco a salire facilmente, poi, una volta scollinato, mi si è aperto un mondo che non pensavo d’inverno fosse così bello! Il massiccio del Coglians è impressionante, lì dritto proprio sopra di me. La felicità della salita è immensa, ma le raffiche gelate mi consigliano di cambiarmi e muovermi a scendere, anche perché non voglio farmi la discesa sulla neve trasformata.
Messo il casco e stretti gli attacchi mi fiondo di lato al vallone su una cornice per alzare un po’ di polvere ma quassù è troppo compatta, scendo dolce col sorriso da ebete godendomi ogni singola curva con cui mi scrollo tutta la fatica di dosso. Mi fermo solo alla casera per dare un occhio alla mia unica scia in tutta la valle e a dare un arrivederci a questi splendidi luoghi. Poi il rientro sul sentiero è divertente, la neve qua è cambiata ed è lenta ma la pendenza e le vecchie scie di salita aiutano. Raggiungo il Tolazzi dove scopro che la strada ormai è bella sgombra così ho tempo di farmi una sgambata fino alla macchina. Si va verso casa con Jack Johnson in sottofondo e tanti bei ricordi….
Il paradiso era là dietro l’angolo, bisognava solo cercarlo….
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