hai bambini gli dico: immaginate di schiacciare con la tibia dei bagigi sulla linguetta dello scarpone...e ci riescono..
altre cose possono essere tenere le braccia molto avanti..
anche l'esercizio dello scarpone aperto va bene ma non per stare più avanti ma solo x aumentare la tua sensibilità sia all'arretramento che a un possibile avanzamento..è un'esercizio di propriocezione..valido per capire come cambia e di molto una curva fatta rimanendo centrali e una curva fatta arretrando..
altra cosa è mai cedere con l'angolo posteriore delle ginocchia..la gamba esterna deve essere lunga..distesa..mai piegata..
Mi permetto di aggiungermi al commento di Balda (che quindi penso sia un maestro). Lo faccio perchè sono felice che un maestro indichi cose che io tento costantemente di fare per migliorare. Io non ho mai avuto lezione con un maestro, bensì lezione con mio zio, che ne ha fatte col maestro. Però mi fa molto piacere che i consigli che da Balda siano esattamente i "trucchetti" che adopero io quando mi accorgo di perdere centralità. In particolare credo che le braccia avanzate siano estremamente sottovalutate e spesso inutilizzate per acquistare avanzamento, mentre a mio parere sono fondamentali.
Io sul ripido le sposto volontariamente e consapevolmente in avanti, come a voler afferrare qualcosa davanti a me e devo dire che funziona.
Un altra cosa che faccio sul ripido (muri di rosse o nere) è "pensare" di sporgere la testa in avanti, come quando ci si sporge da un parapetto. Provo a portare la testa in avanti come per guardare oltre la punta dei miei piedi. E funziona.
Poi, come dice Balda, io penso che non basti portare la tibia in avanti. Secondo me bisogna "pensare" di schiacciare la tibia, quasi come a voler schiacciare qualcosa che sta nel gambetto. E funziona.
Personalmente un altro esercizio di consapevolezza che faccio quando mi accorgo che sto arretrando è quello di "ricordarmi" di stare bassissimo con le gambe. Quindi ginocchia ed anche piegate il più possibile. Busto spezzato a controbilanciare la seduta. Non mi viene ancora naturale perchè ho poca esperienza. Credo che nel cercare di "tenere" una posizione che coinvolge tutto il corpo sia fondamentale propriocettività e consapevolezza. Oltre ovviamente, per chi ce l'ha.....beato lui....., il talento.
Io penso che la sensazione di arretramento si prova quando stai sciando scarico, con poche forze, senza attenzione e consapevole ricerca dell'avanzamento. Se invece ti ci metti con impegno, stai basso, braccia avanti e accetti magari di non divertirti, ma di impegnarti a scendere "bene" allora penso sia difficile - se hai forza a sufficienza - arretrare. Anche sui muri. Io poi parlo di non divertirmi percfhè essendo ancora scarso e avendo fatto poche giornate di sci...per stare "consapevolmente avanzato" mi devo impegnare ahaahhah.
Chiedo scusa per essermi dilungato, ma l'avanzamento e il modo di ottenerlo è il mio pallino, quindi ho voluto riportare le mie sensazioni per chiedere anche una conferma a quelli più esperti e bravi. Sinceramente poi, in ultimo in ultimo...credo che sui muri difficili e a velocità sostenute la questione ritorni sempre al manico. Secondo me si scia con la forza. E' la forza la caratteristica determinante per andar bene. Almeno a mio parere. Se non hai abbastanza forza, per quanta tecnica possa avere, non potrai competere con chi riesce a scaricare meglio le gambe. Però è una sensazione mia, da ignorante in materia. Forza e consapevole ricerca dell'avanzamento ti fanno andare bene. Una cosa che noto nei turisti è come sciano pensando ad altro. Pensando al contorno....mentre invece credo che la concentrazione faccia sempre la differenza. se i meccanismi di sciata non sono diventati "automatismi", solo applicandoli consapevolmente vai forte.
In questo devo dire che aver studiato per anni la chitarra classica mi ha aiutato moltissimo. Lo sci e lo strumento hanno moltissimo in comune. In particolare i lunghi esercizi di "consapevolezza" nel muovere le dita mi hanno dato la capacità di "fare"....ovvero suonare o sciare senza lasciarmi distogliere da ciò che "meccanicamente" devo fare per pensare al risultato. Insomma, applicazione sulle cause del movimento, non sull'effetto che vuoi ottenere.
Maestri, Balda...dico bene? Mi conforti che sono sulla strada giusta? Credi che il "trucchetto" di sporgere la testa sia valido? Sono tutto occhi e orecchi.