Cina? mai più

verbier61

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la lettura su repubblica di oggi del primo di una serie di articoli di fedrico rampini sulle inumane (per usare un eufemismo) condizioni di lavoro in cina mi spinge a dire "mai più prodotti made in china" :evil: !
ma chi oggi -soprattutto nell'abbigliamento- produce lontano dalla cina e comunque in stati e fabbriche dove i lavoratori non vengono sfruttati? Dove trovare e verificare questa informazione?
E ancora, ha senso sostenere aziende (tipo patagonia, o anche, in parte, TNF) che hanno programmi manifesti di utilizzo di una parte del fatturato per iniziative ambientali o comunque a favore delle località di produzione? Mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista.
 
verbier61 ha detto:
la lettura su repubblica di oggi del primo di una serie di articoli di fedrico rampini sulle inumane (per usare un eufemismo) condizioni di lavoro in cina mi spinge a dire "mai più prodotti made in china" :evil: !
ma chi oggi -soprattutto nell'abbigliamento- produce lontano dalla cina e comunque in stati e fabbriche dove i lavoratori non vengono sfruttati? Dove trovare e verificare questa informazione?
E ancora, ha senso sostenere aziende (tipo patagonia, o anche, in parte, TNF) che hanno programmi manifesti di utilizzo di una parte del fatturato per iniziative ambientali o comunque a favore delle località di produzione? Mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista.

La cina è grande, e se una buona parte sta iniziando a capire che non siamo più ai tempi di Mao, l'altra, quella più interna e rurale, è ancora abituata a farsi espropriare perchè costruiscano una diga o a lavorare 18 ore al giorno per pochi centesimi.

La Cina, oltre a spaventarmi economicamente (1/5 della popolazione mondiale risiede in cina), mi terrorizza dal punto di vista sociale, in quanto le repressioni che giornalmente da anni esistono in Cina sono peggio di qualsiasi altro regime sia transitato su questa terra, nazismo e stalinismo compresi... basti pensare a cosa è successo in Tibet, e come oggi ancora nessun governante abbia almeno ammesso di aver commesso un'ingiustificata strage di monaci buddisti. :evil:

Alla tua domanda sull'ha ancora senso... rispondo, eccome!
Solo con il nostro modo di consumare potremo, nel nostro piccolo, influenzare il sistema.

Il sistema, la nostra società, è fondata sull'economia, dove gira l'economia gira il potere, quindi nel mio piccolo preferisco finanziare chi lavora bene e da dei servizi e lotta per l'ambiente, piuttosto che risparmiare qualche euro per finanziare lo sfruttamento del lavoro minorile o l'inquinamento. :no:

Purtroppo spesso si deve scendere a compromessi, ma almeno qualcosa ognuno la può fare!
 
il discorso cina è estremamente complesso.....sinceramente quando ci sono stato ho avuto comunque l'impressione apparente di una popolazione relativamente serena...forse deriva dalla religione ma comunque non si vede povertà e la delinquenza è bassissima....come mantengano questi standard è il vero problema.....ho assistito ad una manifestazione dei seguaci dell setta falun gong (o qualcosa del genere) in piazza tienamen a pechino...dopo 2 secondi tutti quelli che sembravano degli innocui passanti si sono dimostrati dei poliziotti in borghese...li hanno picchiati e caricati tutti in 10 secondi...un io amico che aveva scattato una foto si è preso una manganellata e gli è stata confiscata la macchina....una scena terribile......

la cina è apparenza...le città sembrano occidentali e "libere" ma tutto è controllato.....non so come i cinesi facciano a sopportare con il sorriso una situazione del genere

l'altro problema è l'enorme differenza tra campagna e città. Le campagne cinesi sono al medioevo e i cinesi non hanno la minima intenzione di migliorare le condizioni di vita di queste persone...l'importante è che non muoiano di fame e non si ribellino...per il resto non gliene frega nulla perchè mantenendoli al medioevo consumano meno e rompono meno le palle

i cinesi sono poi abbatanaza furbi e hanno capito che un sistema tipo russia non li avrebbe portati da nessuna parte per cui si sono aperti al capitalismo ma controllando tutto a livello alto. E' un capitalismo di pochi......fino a quando avranno la manodopera così economica sicuramente andranno bene ma prima o poi anche i cinesi si sveglieranno e saranno casini grossi.....già a shangai si vedono ragazzini con due cellulari...quando le mode e lo stile di vita delle città arriveranno nelle campagne, secondo me esploderà tutto...

ultima riflessione, lo sfruttamento della manodopera non è prerogativa della cina ma di tutti i paesi poveri....io mi incazzerei di più con le multinazionali che mandano a fare lavori nei paesi del terzo mondo sapendo benissimo che invece che portare miglioramento di vita creano solo schiavitù.....sapete cosa costa una giacca north face in cina? meno di 20 dollari....vuol dire che i 200 in più che ti fanno pagare vanno tutte alla NF e ai nostri commercianti....riflettete

comunque spero di poter cambiare le mie opinioni quest'estate nel mio viaggio in sinkiang e pamir

peace and powder
 
...sono d'accorto don Gota.. ma sono un paese in evoluzione.. pratiamente stanno come noi 50/60 anni fa.. se senti i racconti dei più anziani senti dire di ragazzini di 13 anni nelle fabbriche di turni di gente che dormiva direttamente sulla macchina in fabbrica ecc ecc... adesso stanno cominciando a capire che possono produrre anche da soli le cose che prima facevano per le multinazionali.. hanno imparato .. ora fanno da soli.. il problema è che c'è ancora una differenza di classe enorme.. c'è il padrone..straricchissimo.. e il resto è tutta forza lavoro..

per il resto non ci sono mai stato per cui non ho visto di persona.. mi fido di chi l'ha vista coi suoi occhi !
 
Dalle mie parti ci sono alcune aziende che progettano e costruiscono macchine per la lavorazione del Marmo. Mi sembra che tutte hanno avuto una esperienza "disastrosa" con gli imprenditori cinesi.
E' successo praticamente a tutte che gli ordinavano ad esempio 8 macchine nuove per la lavorazione (di qualcosa) prendevano solamente la prima e si accontentavano di pagare cauzione e penale, non ritirando le altre 7 (o più macchine). Una volta ritirata la prima, la studiavano, la copiavano idetica e la producevano loro, per loro.
Alle aziende dalla mia zona quindi non rimane che assaporare la doppia beffa, l'invenduto ed il copiato che nessuno sa come impedire.

Dicerto non posso essere io a suggerire come evitare questo, però posso immaginare lo sconforto degli ingegneri che hanno lavorato anni per progettare la macchina e poi se la vedono copiata in pochi mesi.

Metti che la North Face se non riesce a vendere in Cina o se perde qualche acquisto, se la cava lo stesso, ma l'azienda che fa quelle macchine a causa di quell'ordine sta chiudendo e sono 30 vicentini che restano senza stipendio :wall: :wall: :wall:
 

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I macchinari da lavoro che copiano e poi produconi in Cina vengono marchiati anche CE per essere venduti più facilmente da noi in europa, solo che il loro -CE- sta per -chinese export- e molti ci cascano credendo sia l'originale
 
cinesi_mercato.gif
 
Ma il lavoro di pogettazione di un macchinario costa... sti poveri ing. devono essere pagati... Se l'azienda italiana non arriva per lo meno a ripagarsi le spese chiude. E dopo da chi copieranno? (Sembra abbiano già risolto il problema investendo pesantemente in ricerca e formazione. Su un national dell'anno scorso dicevano che fra qualche anno la Cina sfornerà 80000 ingegneri all'anno... bohh :roll: ).
Io chiudo, discorsi troppo grandi per me che di economia e sociologia non so nulla.
 
Questa questione delle macchine dura comunque da parecchi anni,ed ha colpito i più svariati settori industriali e artigianali.
Molte aziende italiane,detentrici di brevetti e tecnologie,sono state copiate,anche con discredito di nome e immagine,in quanto le aziende cinesi hanno messo sul mercato prodotti di scarsa qualità e ingannevoli poichè si rifanno a forme e stile esteriore all'originale.
Ricordo di aver letto ciò a proposito di Corghi (macchine x gommisti) e varie aziende specializzate nella produzione di selle x bici.
Nessuno riesce a far rispettare accordi commerciali e brevetti anche mondiali;infatti molti esperti auspicavano l'ingresso della Cina nel WTO come una cosa che avrebbe potuto frenare questa "irruenza produttiva".
Allora molte aziende nostrane hanno trasferito macchine e produzioni laggiù mantenendo marchio e qualità e riducendo costi,ma non i prezzi alla vendita ovvero i guadagni,che sono anche aumentati.
Noi abbiamo portato là ingegno e conoscenze,i loro ingegneri lavorano a fianco ai nostri e probabilmente la nuova geneerazione sta già sviluppandosi!!
Le produzioni nostrane,a detta degli industriali,dovranno puntare sulla qualità,ma il problema rimane la diffusione,visti i prezzi finali...
E comunque non si parla di generi di largo consumo.
Riusciranno i prodotti"d'elite"a far vivere (e sopravvivere) le aziende??
Ovvero,le industrie piangono ma si sono affrettati a trasferirsi...e intanto qui si chidono le botteghe!!!
E nel frattempo arrivano da noi generi alimentari d'importazione,noi che di certe cose abbiamo sempre fatto una bandiera

Per altre impressioni sulla Cina odierna sentirò un amico,tornato da là proprio ieri e che incontrerò domani sera...
 
Bella li Genepy volevo fare anche io l'esempio della corghi anche perchè lavoro nel settore autoattrezzatura, li era stato propio il massimo, il titolare della Corghi si era trovato in una fiera di autottrezzatura cinese una ditta che produceva le macchine estaticamente identiche alle sue con addirittura gli adesivi del suo marchio e perfino il libretto di certificazione firmato da lui come nelle sue macchine
 
...certo noi dobbiamo puntare di più a mantenere alto il valore dei prodotti "nostrani" ...che rimangono comunque prodotti di lusso ed apprezzati per la qualità.. è normale che i prodotti di "consumo" non c'è competizione..
 
il problema è che ben più dell 90% della produzione è su prodotti di consumo......

comunque il problema di brevetti sarà spero risolto a breve....la ditta per cui faccio ricerca (general electric) si è trovata con una ditta cinese che usava brutalemente i suoi brevetti per vendere policarbonato negli stati uniti dove GE ha quasi il monopolio.....erano imputtaniti, ma pare che poi siano riusciti a far chiudere lo stabilimento.....comunque anche in russia una volta era così, i brevetti americani erano buoni solo per essere copiati e poi usati come carta igienica.....le cose non possono andare avanti così all'infinito....
 
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Il grosso problema è proprio che TUTTI, dico TUTTI (a parte qualche rara eccezzione, che conferma la regola) i prodotti che noi forumisti compriamo x soddisfare la ns grande fame di powder, sono prodotti in Cina o nei paesi confinanti, quali Sri Lanka, Vietnam, e così via.
Basta che controlliate le etichette dei capi che avete in casa.
"Riusciranno i prodotti"d'elite"a far vivere (e sopravvivere) le aziende??"
Non esistono + oramai i PRODOTTI D' ELITE che non siano fatti in questi paesi.
North Face, Patagonia, e tanti altri marchi BLASONATI e COSTOSISSIMI
(almeno x le mie tasche, non so x le vostre) sono tutti fatti nei paesi dell' estremo oriente.
Due anni fa sono stato in Sri Lanka, dove ho comprato un completo giacca e pantalone della Helly Hansen in Gore-tex completo di pile a75 DOLLARI!!!! E VI ASSICURO CHE E' ROBA AUTENTICA CHE IN NEGOZIO COSTA ALMENO 500 EURO!!!!
Patagonia si vanta di donare il 2% del suo utile in beneficienza?
Dovrebbe vergognarsi e donarne almeno il 20% per avere la mia stima!
Cosa fare dunque?
PURTROPPO NON POSSIAMO FARE NIENTE, SE NON LIMITARCI AD ACQUISTARE LO STRETTO INDISPENSABILE, E RALLENTARE COSI' IL VORTICE DEL CONSUMISMO.
TRA VENT' ANNI ANCHE LA CINA AVRA' IL NOSTRO STESSO PROBLEMA!!!
 
gotamart ha detto:
la cina è apparenza...le città sembrano occidentali e "libere" ma tutto è controllato.....non so come i cinesi facciano a sopportare con il sorriso una situazione del genere

La sopportano perchè hanno una cultura completamente diversa dalla nostra. Per loro questa è la normalità. Esistono ancora le caste sociali. E' un po' come la moglie che difende il marito nonostante questo ogni sera torna ubriaco e la mena di botte.

quando le mode e lo stile di vita delle città arriveranno nelle campagne, secondo me esploderà tutto
Questo è quello che mi fa più paura perchè la cina ha sempre più sete di enrgia. Quando inizierà a fare come gli statiuniti per procurarsela saranno veramente cazzi amari per il mondo...
 
Siamo tutti fraatelli in questo mondo, però è più facile passare da una condizione di male ad una di bene (Cina) rispetto al passaggio da una condizione di bene ad una di male (?Italia).
Dico questo perchè molti miei amici (per adesso 2 ma a settembra se non cambia il numero aumenterà esponenzialmente) sono stati licenziati dalla fabbrica in cui lavoravano come operai. Motivo: i nostri prodotti costano troppo e non vendono più, tutti comprano quelli cinesi. Quindi non c'è lavoro e ti devo licenziare.
In Italia, e nel nord soprattutto ci sono ancora molti operai e persone che svolgono lavoro manuale. Che fine faremo? :shock: :?
 
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