Cultura della sicurezza

lucacasty

New member
Sabato sono andato a sciare ad Andermatt in Svizzera.
Alla stazione intermedia del Gemstock ho notato un cartello che indicava la sigla ATC e poi la scritta Das Avalanche Trainingscenter.
Mi sono informato ed ho scoperto che si tratta di un'area di 80x80 metri attrezzata per poter provare ed allenarsi con gli strumenti di ricerca (ARVA e sonda).
In pratica hanno nascosto 16 ARVA a diverse profondità. Tramite un pannello si indica il numero di ARVA da attivare e il tempo massimo di ricerca.
Una volta che si è trovato il punto corretto, si utilizza la sonda e quando si colpisce il sacco di plastica 60x40 nascosto al cui inteno si trova l'ARVA il sistema ferma il tempo e dà conferma dell'avvenuto ritrovamento.
Il tutto naturalmente gratis ed utilizzabile da chiunque in possesso di un ARVA.
Sono rimasto veramente impressionato non solo da questo utilissimo strumento ma dalla "cultura della sicurezza" che si respira.
Infatti vengono date informazioni chiare e precise sulle condizioni nivometereologiche tramite pannelli o video informativi ed alla stazione di arrivo della funivia è presenti un ufficio della REGA a cui poter chiedere informazioni sui percorsi più sicuri.
Inoltre è impressionante il numero di sciatori forniti di zaino ABS.
Mi sembra che tutto questo sia un ottimo sistema per formare ed informare i propri utenti.
In Italia mi sembra invece che si viva di estremi; da una parte i telegiornali che dipingono scenari apocalittici dall'altro stazioni sciistiche che non danno alcuna informazione utile ai propri clienti (eccezioni a parte naturalmente) lasciando alla buona volontà o meglio all'intelligenza dei singoli la descisione non solo di fare o meno una discesa ma anche se farla con le dovute attrezzature di sicurezza (ARVA sonda e pala).
Bravi gli svizzeri, penso proprio che siano da prendere ad esempio e spero che qualcuno in Italia possa imparare da loro.
Ciao a tutti.

Luca

PS
Ecco il link al sito dove si spiega il funzionamento del sistema di allenamento.
http://www.andermatt.ch/de/bergbahnen/avalanche-trainingscenter-m531/
 
Sabato 19 gennaio nella stazione a monte del ciampinoi c'era esposto in bacheca il bollettino meteo del 15 gennaio. Quasi come in svizzera direi.....
 
da noi in certi posti è più facile che ti facciano la multa se ti metti a far le prove .....
 
Come al solito noi siamo sempre 10 anni indietro...:(

E' vero, sicuramente siamo in dietro rispetto ad altri paesi, ma è anche vero che il fuoripista o freeride in Italia è "diventato di moda" solo negli ultimi anni.
In Svizzera o Francia è invece uno sport consolidato da anni.
In molte località oltralpe sono poche le piste battute ed i fuoripista sono la normalità.
E' quindi naturale che esista una consapevolezza ed una capacità a valutare i rischi maggiore rispetto all'utente medio italiano e che le varie località si siano adeguate quindi di conseguenza offrendo servizi più efficienti dei nostri.
In Italia negli ultimi anni molte località sciistiche si sono proposte come patrie del fuoripista senza offrire informazioni e assistenze adeguate.
Penso sia ora che queste imparino da quanto fatto in Svizzera e Francia e si adeguino a questi standard.
Il mercato, quindi noi sciatori, non farebbe che premiarli con la propria presenza.
Oltre che le informazioni andrebbero migliorati anche i controlli; ecco alcune idee che forse qualcuno criticherà ma che sicuramente diminuirebbero gli incidenti:
vieni fermato in un fuoripista senza attrezzatura di sicurezza (ARVA pala e sonda) bene, allora ti sequestro il giornaliero o lo stagionale, la prossima volta ci penserai due volte prima di fare qualche s*******a.
Le persone vanno educate ed il sistema del bastone e della carota ha sempre funzionato (cinture di sicurezza e fumo in locali pubblici sono due buoni esempi).
Ciao

Luca
 
Oltre che le informazioni andrebbero migliorati anche i controlli; ecco alcune idee che forse qualcuno criticherà ma che sicuramente diminuirebbero gli incidenti:
vieni fermato in un fuoripista senza attrezzatura di sicurezza (ARVA pala e sonda) bene, allora ti sequestro il giornaliero o lo stagionale, la prossima volta ci penserai due volte prima di fare qualche s*******a.
Le persone vanno educate ed il sistema del bastone e della carota ha sempre funzionato (cinture di sicurezza e fumo in locali pubblici sono due buoni esempi).
Ciao

Luca
Sono sempre andata a fare i fuoripista (nel senso al lato delle piste)con il babbo senza ARVA. L'ARVA me lo porto in caso di sci d'alpinismo, non in pista la domenica. Il problema secondo me non è l'ARVA o i controlli, è che le persone devono capire che avere l'ARVA non è come avere le protezioni quando pattini. E' più come la cintura di sicurezza in macchina: se poi vai a 300 km orari sul basnato non cambia molto. La mia sensazione è che lo sciatore turista, lo sciatore fitness piuttosto che alpinista fa il fuoripista perché fa figo, o fa fuoripista senza sapere che non si può sempre fare. Oppure anche quelli che i giornalisti definiscono "alpinisti esperti" fanno fuoripista il giorno dopo che ha nevicato perché hanno prenotato solo quella settimana bianca e non sano rinunciare. Se noti molti morti muoiono dopo pesanti nevicate, perché certo la neve farinosa fa gola a tutti. Peccato che non si sia stabilizzata. Invece il comandamento numero uno è evitare i pendii ripidi dopo una nevicata. Per questo più che controlli serve l'uso del cervello. Certo non è che se scii subito dopo una nevicata matematicamente muori (tié). Serve una cultura di base di saper rinunciare e di prendersi la responsabilità per gli altri oltre che per se stessi. Per questo critico il fatto di puntare sul controllo. produce cose assurde. per esempio adesos c'é la regola che non ti puoi allenare a bordo pista perché potresti provocare infortuni. Ma che roba è? Vogliamo tagliare gli alberi perché possono causare infortuni? Per questo io sono a sfavore dei controlli... un po' perché alcune regole sono assurde, un po' perché poi uno crede che se stai alle regole ALLORA non ti fai male, ALLORA non ti sucede niente. Ancora una volta ti deresponsabilizzano, non ti fanno coltivare una conoscenza e una consapevolezza. L'ARVA purtroppo non è tutto. ciao Antis
 
Non parliamo sempre male a tutti i costi dell'Italia. Forse in altri paesi certe aree attrezzate sono più diffuse, ma anche da noi ne esiste sicuramente una (forse anche altre, non lo so)

http://www.cai-svi.it/j/content/blogcategory/39/62/

edit: mi sono riletto la pagina linkata. è l'unico in Italia e il secondo in Europa. Non siamo poi così indietro, anzi! Se poi le persone non ci vanno o non ne conoscono l'esistenza, beh...quello è un altro discorso.
 
Sono sempre andata a fare i fuoripista (nel senso al lato delle piste)con il babbo senza ARVA. L'ARVA me lo porto in caso di sci d'alpinismo, non in pista la domenica. Il problema secondo me non è l'ARVA o i controlli, è che le persone devono capire che avere l'ARVA non è come avere le protezioni quando pattini. E' più come la cintura di sicurezza in macchina: se poi vai a 300 km orari sul basnato non cambia molto. La mia sensazione è che lo sciatore turista, lo sciatore fitness piuttosto che alpinista fa il fuoripista perché fa figo, o fa fuoripista senza sapere che non si può sempre fare. Oppure anche quelli che i giornalisti definiscono "alpinisti esperti" fanno fuoripista il giorno dopo che ha nevicato perché hanno prenotato solo quella settimana bianca e non sano rinunciare. Se noti molti morti muoiono dopo pesanti nevicate, perché certo la neve farinosa fa gola a tutti. Peccato che non si sia stabilizzata. Invece il comandamento numero uno è evitare i pendii ripidi dopo una nevicata. Per questo più che controlli serve l'uso del cervello. Certo non è che se scii subito dopo una nevicata matematicamente muori (tié). Serve una cultura di base di saper rinunciare e di prendersi la responsabilità per gli altri oltre che per se stessi. Per questo critico il fatto di puntare sul controllo. produce cose assurde. per esempio adesos c'é la regola che non ti puoi allenare a bordo pista perché potresti provocare infortuni. Ma che roba è? Vogliamo tagliare gli alberi perché possono causare infortuni? Per questo io sono a sfavore dei controlli... un po' perché alcune regole sono assurde, un po' perché poi uno crede che se stai alle regole ALLORA non ti fai male, ALLORA non ti sucede niente. Ancora una volta ti deresponsabilizzano, non ti fanno coltivare una conoscenza e una consapevolezza. L'ARVA purtroppo non è tutto. ciao Antis

Ciao,
Sono sostanzialmente daccordo con te quando scrivi che l'ARVA non ti garantisce al 100% e che serve una cultura di base sul pendio da scegliere o addirittura se sciare o meno.
Ma proprio perchè oggi lo sci fuoripista è di moda e fa figo trovi sempre più spesso gente impreparata che vuole sciare ad ogni costo che non ha nessuna voglia di "farsi una cultura".
E' per questo motivo che credo che una corretta politica di informazione debba essere coadiuvata da una serie di controlli ed eventualmente sanzioni.
Se ricordi quando le cinture sono state rese obbligatorie non molti le mettevano, oggi, a furia di campagne di informazione e salate multe, quasi tutti le utilizzano.
Da ultimo non sono daccordo sul fatto che i fuoripista a bordo pista (scusa il giro di parole) siano più sicuri di fuoripista lontani dalle piste.
Vale forse per te che hai una "cultura" perchè hai sempre sciato con persone esperte che ti hanno trasferito dei valori ma sono anche i luoghi dove gli "inesperti" si cimentano e alcune volte fanno dei danni a se stessi ed agli altri.
Fa molto più figo farsi vedere da quelli che salgono in seggiovia che farsi qualche centinaio di metri (o più) con le pelli o a piedi per trovare territori vergini.
Ripeto purtroppo non tutti sono cresciuti con una formazione ed un rispetto della montagna come la tua e per dargliela alcune volte servono le buone (la carote) altre quelle cattive (il bastone).
Ciao e buone sciate.

Luca
 
Non parliamo sempre male a tutti i costi dell'Italia. Forse in altri paesi certe aree attrezzate sono più diffuse, ma anche da noi ne esiste sicuramente una (forse anche altre, non lo so)

http://www.cai-svi.it/j/content/blogcategory/39/62/

edit: mi sono riletto la pagina linkata. è l'unico in Italia e il secondo in Europa. Non siamo poi così indietro, anzi! Se poi le persone non ci vanno o non ne conoscono l'esistenza, beh...quello è un altro discorso.

Non era mia intenzione generalizzare.
Volevo solo mettere in evidenza come in Svizzera esista una maggiore consapevolezza degli sciatori e come le località sciistiche vi si siano adeguate fornendo maggiori servizi ed informazioni.
Non sapevo che il Servizie Valanghe avesse un campo prove a Falcade.
Bravi, queste iniziative ed investimenti dovrebbero essere maggiormente pubblicizzate.
Ciao

Luca
 
Domenica 20 gennaio, in Lombardia (4 posti diversi) c'è stata la "giornata della sicurezza sulla neve": bene, a Chiesa in Valmalenco eravamo in 2 ad ascoltare e fare pratica con il soccorso alpino. Mi chiedo: ma la gente sa che la montagna va affrontata con rispetto? Inoltre, la prima sicurezza sta nella prevenzione non dimentichiamolo.
 
Ciao,
Ripeto purtroppo non tutti sono cresciuti con una formazione ed un rispetto della montagna come la tua e per dargliela alcune volte servono le buone (la carote) altre quelle cattive (il bastone).
Ciao e buone sciate.

Luca

Buone sciate anche a te. Io purtroppo è troppo tempo che non scio (ma conto di rifarmi) e troppe volte che quando metto le pelli dico "basta, la prossima volta prima vado a correre" :) - ma quanto pesano sti scarponi??? (purtroppo per me). è soloche poi la mamma si fissa che è uno sport pericoloso...

ciao
ps: si è vero, sono stata fortunata. mio padre ha un tomo di 700 pagine sulle condizioni della neve e ogni volta che cè il tg che dice cose tragiche ci incazziamo perché STRANAMENTE due giorni prima aveva nevicato...
 
Non parliamo sempre male a tutti i costi dell'Italia. Forse in altri paesi certe aree attrezzate sono più diffuse, ma anche da noi ne esiste sicuramente una (forse anche altre, non lo so)

http://www.cai-svi.it/j/content/blogcategory/39/62/

edit: mi sono riletto la pagina linkata. è l'unico in Italia e il secondo in Europa. Non siamo poi così indietro, anzi! Se poi le persone non ci vanno o non ne conoscono l'esistenza, beh...quello è un altro discorso.

Argh, ora ricordo... ai tempi pensavo che fosse qualcosa tipo un accesso controllato al fuoripista del Col Margherita e ora me n'ero scordato, che caxxone che sono! :grrr::grrr:
 
Top