Avrei voluto postare questo messaggio sui reportage, ma lo farò quando avrò le foto...
Oggi ho fatto una gita scialpinistica a punta cia, la cosa che mi ha lasciato più perplesso è stata la neve, siamo saliti da un plateau da cui non ha mai slavinato a memoria d'uomo, forse per via delle pendenze molto poco sostenute, ma salendo mentre caricavamo il manto abbiamo sentito parecchi boati sordi sotto al manto, molto intensi, come quelli che si sentono nei distacchi. Da questo sono stato molto inquietato, ed ho pensato un paio di volte di tornare indietro, ho desistito solo perchè ho valutato più pericoloso il ritiro che non il raggiungimento di una cresta molto più sicura poco più avanti.
Per la discesa non ci sono stati problemi, in quanto siamo scesi in un vallone, dove prima della nevicata, erano ancora esposti i massi, e la temperatura bassa per la non esposizione al sole, ha mantenuto una farina da libidine... Slurrrrrrp... che goduria, dopo la spaghetta presa in salita... In tale vallone non c'era un piano di scorrimento e la neve non si muoveva nemmeno a cannonate...
OKKIO IN QUESTO PERIODO!!! Analizzando il manto durante la salita, ho osservato uno strato molle ma compatto per l'umidità spesso 40cm circa con crosticina di rigelo, senza quasi consistenza superficiale, appoggiato ad un piano di rigelo portante molto levigato. Non c'è nessuna coerenza tra i due strati. Una slavina di neve con tale consistenza può uccidere a causa di traumi da impatto e schiacciamento, tra l'altro in queste condizioni, possono partire lastroni impressionanti, anche su pendenze non troppo sostenute.
Oggi ho fatto una gita scialpinistica a punta cia, la cosa che mi ha lasciato più perplesso è stata la neve, siamo saliti da un plateau da cui non ha mai slavinato a memoria d'uomo, forse per via delle pendenze molto poco sostenute, ma salendo mentre caricavamo il manto abbiamo sentito parecchi boati sordi sotto al manto, molto intensi, come quelli che si sentono nei distacchi. Da questo sono stato molto inquietato, ed ho pensato un paio di volte di tornare indietro, ho desistito solo perchè ho valutato più pericoloso il ritiro che non il raggiungimento di una cresta molto più sicura poco più avanti.
Per la discesa non ci sono stati problemi, in quanto siamo scesi in un vallone, dove prima della nevicata, erano ancora esposti i massi, e la temperatura bassa per la non esposizione al sole, ha mantenuto una farina da libidine... Slurrrrrrp... che goduria, dopo la spaghetta presa in salita... In tale vallone non c'era un piano di scorrimento e la neve non si muoveva nemmeno a cannonate...
OKKIO IN QUESTO PERIODO!!! Analizzando il manto durante la salita, ho osservato uno strato molle ma compatto per l'umidità spesso 40cm circa con crosticina di rigelo, senza quasi consistenza superficiale, appoggiato ad un piano di rigelo portante molto levigato. Non c'è nessuna coerenza tra i due strati. Una slavina di neve con tale consistenza può uccidere a causa di traumi da impatto e schiacciamento, tra l'altro in queste condizioni, possono partire lastroni impressionanti, anche su pendenze non troppo sostenute.