Video agghiacciante

penso che un comune sciatore come me non riesca a capacitarsi di quel che si vive lassù, comunque senza giudicare penso che se si poteva salvare quell'uomo almeno uno di quei 40 che ci è passato davanti l'avrebbe fatto, non so nemmeno se possono arrivare elicotteri lassù, ecc ecc.
Comunque video agghiacciante.
 
sicuramente la montagtna non perdona però lacoscienza quando scendi a valle non deve essere sicuramente a posto interrompi la salita ma porti in salvo una vta umana che secondo me ha un maggior valore morale che aver scalato l'everest
 
in linea di massima:
direi che chiunque affronti imprese del genere deve essere preparato anche a questo.
purtroppo è terribile da un punto di vista umano, ma come biasimare gli altri alpinisti per non averlo soccorso?
in quei momenti c'è in gioco la tua vita e quella dei tuoi compagni, hai le funzioni vitali e mentali provate e rallentate.....terribile ma è un rischio che hai deciso di correre e chi può giudicare se un altro non ce la fa o non è disposto a mettere in gioo la propria vita per aiutare?

nello specifico:
nel video erano tutti alpinisti che scalavano con l'ossigeno, oggi arrivare in vetta all'Everest con l'ossigeno è impresa relativamente facile, la spedizione era di tipo commerciale, il campo era 100 mt. sotto, probabilmente non c'era fra quelli nessun vero grande alpinista fisicamente e psicologicamente preparato. Le guide devono in quei casi scegliere dove orientare il rischio minore (1 vita vs. 5/6 altre vite)

insomma , molto difficile giudicare. consideriamo poi che notizie del genere fanno presto a smuovere l'opinione pubblica, ma occhio sempre ai media, agli interessi commerciali dietro la spedizione e la sua organizzazione e non ultime le compagnie di assicurazione per e verso le quali una versione leggermente diversa dalla realtà può fare la differenza.

gli stessi intervistati affermano che fu orribile, ma nessuno spiega chiaramente perchè non si sia fermato ad organizzare un soccorso, secondo me semplicemente perchè non avevano neppure minimamente le energie per pensarlo.
 

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five.eight ha detto:
secondo me semplicemente perchè non avevano neppure minimamente le energie per pensarlo.

...secondo me invece, perchè anche nel mondo dell'alpinismo sta scomparendo ogni traccia di senso etico, soppiantata dall'ansia della prestazione a tutti costi e dagli squallidi interessi economici che spesso si muovono dietro alle spedizioni commerciali !
Quel ragazzo si poteva e si doveva salvare, o almeno bisognava tentare. Sono passati in 40 là davanti, erano ad inizio scalata e quindi abbastanza freschi (si erano appena messi in marcia, lo si capisce dal fatto che era buio, infatti queste ascensioni partono alle 4-5 del mattino), bastava interrompere la scalata e portare quell'uomo fino al più vicino campo base...ma evidentemente "il desiderio" della vetta valeva più di una vita umana!
Solo trent'anni fa una cosa del genere non sarebbe stata nemmeno concepibile !
...è il progresso che avanza..
 
premesso che sono convinto che una parte delle cose possa essere montata dai media...
e premesso che lassù se ci vai devi mettere in conto anche di rimanerci....

mi AUGURO che le cose non siano andate come descritte nel video... o che ci sia una buona ragione... perchè preferire una vetta alla vita di una persona vuol dire che ti meriteresti solo di trovarti nella sua stessa posizione 100 mt dopo...

pensavo che certe cose si potessero vedere solo nei film... invece le persone nel mondo vero fanno anche più schifo... ho amici che sono andati in vacanza sul k2... hanno fatto li circa 3 mesi e mezzo salendo fino al campo 2 o 3 di 7400 circa (sono andati 3 anni fa... mi hanno descritto tutto benissimo ma non mi ricordo bene il loro tour esatto...)... tutti alpinisti da quando sono nati... con esperienza... preparazione e volonta... hanno provato ad arrivare in vetta 7 volte!!!! ma non sono mai riusciti a fare l'impresa perchè le condizioni erano troppo pericolose... ma una volta sono partiti per andare su e uno si è sentito male... intorno agli 8000... nulla di grave ma il ragazzo non poteva continuare... hanno girato i tacchi (tutti e senza una protesta!!! ) e l'hanno riportato giù di corsa... mi hanno raccontato cosa si prova oltre gli 8000 e vi posso garantire che fa rabbrividire... guardarli negli occhi mentre loro ti raccontano che ti senti quasi morire e che ogni passo è come correre per 1 km è davvero agghiacciante... ma la cosa più bella della vacanza mi hanno raccontato che è stato il legame che hanno creato con la gente con cui salivano...
gente che ha sofferto come loro... con cui dovevi condividere tutto se volevi andare avanti...

pensare che ci sia gente che sia andata oltre senza nemmeno provare ad aiutare quel poveretto è una casa assurda... specie che uno di quelli che saliva era una persona portatrice di handicap... almeno lui poteva avere più riguardi verso la vita altrui... a quanto ho capito oltretutto il campo di partenza della spedizione era li vicino...

Parlo da non alpinista... ma ripeto.. le mie sono considerazioni che mi auguro siano sbagliate.. e come al solito che i media hanno pompato tutto...
 
Se davvero nessuno ha tentato nulla di nulla per salvarlo o assisterlo, nemmeno durante la sosta che hanno effettuato in loco...il mio unico commento può essere: ASSURDO!!!!
Spero l'abbandonato non fosse cosciente in quei momenti...pensate sentirsi pietrificati dal gelo, non potersi muovere, non poter emettere un gemito ma percepire la presenza altrui intorno, sentire una speranza e sentirsi poi abbandonato da tutti!!!
Scusate l'immagine drammatica ma è la prima sensazione che mi ha percorso la schiena...
Ammetto di non essere esperto nè di stati di assiderazione nè di scalate estreme...spero che quelli che sono saliti non abbiamo consapevolmente messo al primo posto la vetta al posto della vita del collega... un'impresa condotta in questa maniera per me non avrebbe nessun valore!
 
Premetto che non ne capisco nulla, non ho la minima idea delle condizioni che ci possano essere a quelle altezze con quel clima, possiamo colpevolizzare quanto vogliamo i 40 e passa alpinisti che passandogli a fianco lo hanno lasciato morire ma secondo me hanno eticamente più colpa quegli alpinisti con i quali quell'uomo è partito per la spedizione, sicuramente persone che si conoscevano ("amici") e che comunque quando lo hanno visto in difficoltà e accasciarsi a terra non si sono nemmeno fermati per soccorrerlo ed hanno proseguito per la loro scalata..
La vita umana ha veramente così poco valore?
 
facile criticare, ma non so come si può reagire in quelle condizioni...non solo uno non ha la forza di camminare, ma anche pensare, organizzarsi diventa difficle, per di più non so quanto sarebbe stato efficace un salvataggio fatto su 2 piedi, il campo base era 3000 e passa metri più sotto, e i campi intermedi non sono altro che tende...

comunque non è un bell'esempio di spirito di montagna, anche se lassù non è più montagna, è qualcosa di superiore ed assurdo, se messner l'ha chiamata "zona della morte"...
 
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