Salve 
Per gli amanti della storia dei impianti di risalita, piu precisamente delle Cestovie, mi permetto di segnalarvi il sito "progetto cestovie", che ha la vocazione di documentare tutte le cestovie. Ormai stigmatizzate come lente e scomode, una volta questo tipo d'impianto era presente in numerose stazioni invernali e non.
Però, chi guarda bene, scopre che negli ultimi anni c'è stato una piccola "rinascita", il fascino e la particolarità della cestovia pare essersi ritrovato in piccole località che qui e là ricostruiscono le loro vecchie cestovie. Aumenta anche la consapevolezza per la preservazione del stile "old school", ci sono impianti ricostruiti con grandissima cura. cioè non tutto va verso gli impianti 3000p/h, c'è chi si rende conto che il "lento" ormai e diventato anche opportunità di mercato.
Mentre sulla seggiovia non rimane che guardare verso su lungo il tracciato spesso disboscato, sulla cestovie ci si puo girare liberamente, godendo un panorama ben più interessante. Chi e stanco, semplicemente si siede sul bordo del cesto, e nemmeno cade giù.... chi non la ricorda la mitica cestovia Balma, che si inseriva perfettamente nello spirito dell'Alagna freeride di una volta...
Insomma, ci sono mille ragioni per le cui non dimenticare questo particolare tipo d'impianto, e se qualcuno ha ancora in memoria viaggi d'orrore nel freddo interminabile a 2m/s ...ben venga
Il sito "progetto cestovie" per ora ha documentato 79 località italiane, di cui ben 14 sempre hanno la cestovia in funzione. Fanno parte anche le ovovie con morsa fissa, stile Forcella Staunies presso Cortina.
Ecco il link:
www.retrofutur.org/cestovie
Chi possiede vecchie foto, o racconti ecc. su questo tipo d'impianto particolare (e italiano), e cortesemente invitato ad inserirli ...
Grazie
Krisu (Innsbruck)
Per gli amanti della storia dei impianti di risalita, piu precisamente delle Cestovie, mi permetto di segnalarvi il sito "progetto cestovie", che ha la vocazione di documentare tutte le cestovie. Ormai stigmatizzate come lente e scomode, una volta questo tipo d'impianto era presente in numerose stazioni invernali e non.
Però, chi guarda bene, scopre che negli ultimi anni c'è stato una piccola "rinascita", il fascino e la particolarità della cestovia pare essersi ritrovato in piccole località che qui e là ricostruiscono le loro vecchie cestovie. Aumenta anche la consapevolezza per la preservazione del stile "old school", ci sono impianti ricostruiti con grandissima cura. cioè non tutto va verso gli impianti 3000p/h, c'è chi si rende conto che il "lento" ormai e diventato anche opportunità di mercato.
Mentre sulla seggiovia non rimane che guardare verso su lungo il tracciato spesso disboscato, sulla cestovie ci si puo girare liberamente, godendo un panorama ben più interessante. Chi e stanco, semplicemente si siede sul bordo del cesto, e nemmeno cade giù.... chi non la ricorda la mitica cestovia Balma, che si inseriva perfettamente nello spirito dell'Alagna freeride di una volta...
Insomma, ci sono mille ragioni per le cui non dimenticare questo particolare tipo d'impianto, e se qualcuno ha ancora in memoria viaggi d'orrore nel freddo interminabile a 2m/s ...ben venga
Il sito "progetto cestovie" per ora ha documentato 79 località italiane, di cui ben 14 sempre hanno la cestovia in funzione. Fanno parte anche le ovovie con morsa fissa, stile Forcella Staunies presso Cortina.
Ecco il link:
www.retrofutur.org/cestovie
Chi possiede vecchie foto, o racconti ecc. su questo tipo d'impianto particolare (e italiano), e cortesemente invitato ad inserirli ...
Grazie
Krisu (Innsbruck)