Fuoripista e responsabilità società impianti

amen

Snowboarder
prendo spunto da questa foto

attenzione fuoripista
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per inziare questo topic.

a modena ho assistito al forum sugli snowpark dove si è anche parlato della LEGGE 363/2003 IN MATERIA DI SICUREZZA SULLE PISTE DA SCI

La legge dice questo:
Art. 17.

(Sci fuori pista e sci-alpinismo)

1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi.

Al forum è intervenuto l'avvocato Del Zotto, maestro di sci del collegio FVG, il quale definiva fuoripista tutto il demanio raggiungibile con impianti e quindi escludeva le aree raggiungibili solo con attrezzature alpinistiche (corda ramponi piccozza).

Lo stesso ha affrontato il discorso degli "scarichi di responsabilità" che vengono fatti firmari in qualche snowpark o in altre manifestazioni come gare scialpinistiche ecc... definendoli civilmente nulli ma solo una forma di autoresponsabilizzazione. La responsabilità è sempre del gestore/organizzatore.

quindi mi sorge un dubbio: quei cartelli hanno valore? a mio parere no.

la responsabilità dovrebbe ricadere cmq sulla società impianti.... :think:
 
Del Zotto è il massimo esperto in materia (e forse anche l'unico giurista veramente specializzato in materia :D ) ... se lo dice lui .... è così :wink:


Cmq quel cartello è in cima al Pordoi, prima della Val di Mezdi , Setus etc. e per me tali percorsi sono qualificabili come percorsi raggiungibili solo con attrazzatura sci alpinistica.. non si possono qualificare come demanio raggiungibile con gli impianti... nel senso che chi segue quegli itinerari è consapevole che sono percorsi di una certa difficoltà al di fuori della sfera di responsabilità dei proprietari degli impianti ...

In ogni caso un conto è la responsabilità del gestore degli impianti un altro è quella dell'organizzatore di gare come quelle di sci alpinismo . E' chiaro che se viene organizzata un gara di sci alpinismo in cima al Pordoi l'organizzatore ha delle responsabilità in materia di sicurezza del tracciato che non spettano normalmente al gestore della funivia.
 
si il cartello è preso dal topic mezdì, ma sbaglio o da li basta scendere per trovarsi in quegli itinerari? quindi senza attrezzatura alpinistica?
 
amen ha detto:
si il cartello è preso dal topic mezdì, ma sbaglio o da li basta scendere per trovarsi in quegli itinerari? quindi senza attrezzatura alpinistica?

Diciamo che per fare la Forcella Pordoi e la Val di Setus basta scendere, mentre per gli altri percorsi è necessario camminare con gli sci in spalla o mettersi le pelli...

però anche se ti vai a fare la forcella e la Val di Setus hai la consapevolezza che non si tratta di una semplice area di fuoripista raggiungibile con gli impianti. La discesa per accedervi non è agevole , è piena di gobbe , non vi sono piste segnalata nei dintorni. Insomma è un caso ben diverso per esempio del fuoripista della pericolosa Forcella Europa ad Arabba attaccata agli impianti oppure dei fuoripista sotto le seggiovie.
Certo è che non essendo stati specificatamente disciplinati i singoli obblighi dei gestori degli impianti e l'estensione della loro responsabilità ed essendo stati lasciati all'interpretazione dei giuristi ... vi sono mille casi limite su cui si potrebbe discutere !
 
Perchè mai (a prescindere dal chiaro dettato della legge) le società di gestione degli impianti dovrebbero essere ritenute responsabili degli incidenti occorsi a chi scia fuori pista?
 
smogdrake ha detto:
Perchè mai (a prescindere dal chiaro dettato della legge) le società di gestione degli impianti dovrebbero essere ritenute responsabili degli incidenti occorsi a chi scia fuori pista?

Ad esempio:
- per evitare che vengano lasciati aperti a tutti percorsi fuoripista vicino agli impianti esposti a valanghe (esempio Forcella Europa);
- per responsabilizzare le società degli impianti a mantenere sicure zone in fuoripista vicine agli impianti ;

Insomma se non venisse data un minimo di responsabilità ai gestori degli impianti sarebbe veramente l'anarchia completa e l'anarchia in un settore pericoloso come il fuoripista non è proprio quello che deve assicurare uno stato moderno ...
 
Ma il discorso mi sembra un po' confuso, a partire dalle citazioni dell'avv. Zotto:

1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi.

Al forum è intervenuto l'avvocato Del Zotto, maestro di sci del collegio FVG, il quale definiva fuoripista tutto il demanio raggiungibile con impianti e quindi escludeva le aree raggiungibili solo con attrezzature alpinistiche (corda ramponi piccozza).

Lo stesso ha affrontato il discorso degli "scarichi di responsabilità" che vengono fatti firmari in qualche snowpark o in altre manifestazioni come gare scialpinistiche ecc... definendoli civilmente nulli ma solo una forma di autoresponsabilizzazione. La responsabilità è sempre del gestore/organizzatore.

quindi mi sorge un dubbio: quei cartelli hanno valore? a mio parere no.

Se la legge dice che non c'è responsabilità fuoripista, e Zotto dice che tutto il Demanio raggiungibile è fuoripista, escludendo ovviamente per difinizione stessa la "pista", tirate voi le conseguenze!!

Tutto il demanio raggiungibile con impianti che non sia tracciato come una pista, è fuori pista, quindi non rientra come secondo me ovvio nelle responsabilità degli impianti.

Altra cosa è la responsabilità per quanto riguarda una corretta informazione, ed è in questo senso che i cartelli hanno un senso, inquanto ti informano dei pericoli esistenti in quella data zona che non è soggetta al controllo delle socetà d'impianti, e che non sarai gratuitamente soccorso dalle stesse in caso di incidente.

Questo non vuol dire che non sarai assulatemente soccorso, ma devi essere consapevole che se anche sei salito con un impianto se non hai un tracciato delimitato e messo in sicurezza sono tutti emeriti ca**i tuoi.

E così secondo me deve essere, è la persona stessa che deve essere responsabilizzata non voler sempre trovare qualcuno da bastonare per le ca**ate di qualcun'altro, altrimenti non lamentiamoci poi di mille divieti in ogni situazione, anche quando non servono.
Altra cosa ripeto è l'informazione che deve sempre essere fatta in modo esaustivo.

Per assurdo solo in mancanza di quei cartelli forse si potrebbe pensare a qualche tipo di responsabilità.

Quindi alla fine di tutto e per concludere si evince che SI, quei cartelli hanno un senso, un senso di informazione e responsabilizzazione dell'individuo.

Ciao Ciccio.[/quote]
 
d'accordo, informazione e responsabilizzazione, ma finisce li.

è facile fare un impianto che ti porta in culo al mondo e poi dire arrangiati sono fatti tuoi...
questo voglio dire, il cartello aiuta, ma di certo non scarica la società da responsabilità nel caso di travolti da valanga ecc immagino....
sono mie supposizioni eh, facili da smentire :wink:
 
amen ha detto:
d'accordo, informazione e responsabilizzazione, ma finisce li.

è facile fare un impianto che ti porta in culo al mondo e poi dire arrangiati sono fatti tuoi...
questo voglio dire, il cartello aiuta, ma di certo non scarica la società da responsabilità nel caso di travolti da valanga ecc immagino....
sono mie supposizioni eh, facili da smentire :wink:

Allora anche se fai la Mallory dall'Aguille du Midi è responsabilità della Società impianti visto che non bisogna salire a piedi ma si scende subito lì sotto? :no:
 
l'impianto che ti porta in culo al mondo viene fatto in funzione di una pista che lo serve altrimenti come si ripaga


se la valanga cade in pista e travolge qualcuno la responsabilità è dei gestori che nn hanno messo in sicurezza la pista

se la fai cadere tu, tu ne sei responsabile
( da sentenza della scorsa stagione per uno scaricamento causato su una pista in quel momento vuota, mi pare " disastro colposo" o similare)

spesso il cartello "pericolo valanghe" pone al riparo i gestori nn vieta il FP ma ti avvisa che c'è un rischio travolgimento...per cui vai a tuo rischio e pericolo e se ti capita nn puoi rifarti su di loro

sicuramente ti soccorreranno , ma a differenza di un soccorso in pista potresti dover pagare l'intervento
 
io sapevo che se ti fai male in fuoripista e ti soccorrono i pisteur devi pagare mentre se interviene il soccorso alpino dipende dai casi.
comunque un cartello come quello c'è anche all'uscita dalla funivia di helbronner e da quella dei grand montets, e non solo epr gli sciatori ma anche per gli alpinisti (ad esempio in cima ai grand montets c'è una piazzola delimitata sul ghiacciaio e c'è un cartello che ti avverte che fuori dalla recinzione ci sono i crepacci e che esci a tuo rischio e pericolo)
 
irebec ha detto:
amen ha detto:
si il cartello è preso dal topic mezdì, ma sbaglio o da li basta scendere per trovarsi in quegli itinerari? quindi senza attrezzatura alpinistica?

Diciamo che per fare la Forcella Pordoi e la Val Lasties basta scendere, mentre per gli altri percorsi è necessario camminare con gli sci in spalla o mettersi le pelli...
!
 
a me sembra che la legge del 2003 sancisca definitivamente che le limitazioni al fuoripista da parte dei gestori di impianti si debbano limitare solo alle condizioni di mantenimento della sicurezza delle piste...ad esempio impedire che tanti vandano in posti che potrebbero causare valanghe in pista o che rientrando in pista senza guardare o peggio saltando investano qualcuno....(cose successe e risuccesse)

ma poi come fai a dimostrare dove inizia o finisce il criterio di sicurezza per la pista?

ad esempio il fuoripista sotto la funivia del s. pellegrino non è pericoloso per le piste ma lo vietavano per evitare incidenti....

la definizione di fuoripista riportata mi sembra più il criterio di differenziazione tra i due diversi ambiti professionali dei maestri di sci e delle guide alpine......e le zone raggiungibili con solo sci e pelli (magari solo 5 minuti di salita) non sono fuoripista allora?

oltre ai divieti messi dagli impianti si sono viste spesso ordinanze sindacali sulla validità delle quali si è discusso molto, soprattutto per quanto riguarda i periodi di validità delle stesse...

dopo l'entrata in vigore della legge ho notato che al s. pellegrino ad esempio l'avviso attaccato alla funivia non era più "IL SINDACO ORDINA..." ma "IL SINDACO CONSIGLIA..."

quindi mi sembra che la questione stia mutando nel meglio per chi ama il fuoripista.....come ad esempio è in austria, svizzera e francia (ma siamo ancora ben lontani!)

manca invece secondo me l'informazione e l'educazione di tanti (soprattuttio snowboarder....e non lo dico per darmi la zappa sui piedi ma è così...anche se ultimamente ho visto tanti gradasssi anche con gli sci larghi.....) che si buttano fuoripista senza criterio........

per quanto riguarda i cartelli di avviso ben vengano al posto di quelli di divieto!
 
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