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Eccolo:


Un punto giallo nella neve, minuscolo, fragile, insignificante. Un involucro di tela tesa dal
sole come la pelle di un tamburo. Tutto intorno una luce abbagliante, penetrante, insopportabile.
Se sporgo la testa dalla mia tendina e guardo verso l'alto, la mia montagna è lì, lontana,
immobile, indifferente, quasi appartenesse a un altro mondo. È distante, maledettamente
distante la cima dello Shishapangma. Chissà se ci arrivo, in punta. È dal campo base,
a 5600 metri che vi scrivo. I pannelli solari pompano elettricità nel mio computer, ora
che c'è un po' di sole. L'aria che respiro è vuota, a volte troppo fredda per entrare direttamente
nei polmoni, a volte talmente calda e voluminosa da non contenere ossigeno a sufficienza,
così mi tocca inspirare un'altra volta ancora con quella sensazione odiosa di non
averne mai abbastanza, di non respirare quanto serve. Certe volte, mentre conto i passi
alla rovescia muovendomi verso l'alto, oppure quando fisso per ore intere con sguardo immobile
il soffitto giallo della mia tendina, mi chiedo perché sono qui. Mi chiedo perché tutta
questa fatica, tutta questa energia, tutto questo spreco per salire in alto e scivolare in
basso, alla ricerca della mia linea. Non c'è equilibrio in tutto questo sforzo per salire e per
scendere. Non c'è bilancio di parità, non c'è razionalità, non c'è rendimento. Settimane per
salire, pochi minuti per scendere.
Eppure sono qui ancora e so esattamente che potrei essere in qualsiasi luogo del pianeta
a fare le stesse cose. Salire, scendere. Su qualsiasi montagna, grande o piccola. Su
qualsiasi pendio, su qualsiasi pista, lungo qualsiasi itinerario fuoripista. Esattamente come
voi, che continuate a leggerci, a cercare, a esplorare. Non importa dove, come, quando
andate. Non importa che siate lontani da casa, sulla montagna più alta del pianeta o
nella polvere più leggera dell'emisfero; oppure nella stazione in cui sciavate da bambini,
tra arbusti che crescono incontrollati e impianti di risalita abbandonati. Non importa che
la vostra linea, il vostro rail, la vostra sequenza di
curve siano i più estremi, i più radicali, i più difficili
o i più esclusivi del mondo. Conta la vostra (e
nostra) voglia di provare, di esplorare, di condividere.
È questo che alimenta il nostro moto: la verità,
l'autenticità di ciò che facciamo. Nient'altro che la verità.
Essere autentici, aderire al proprio sogno senza compromessi o mezze misure costa caro
e richiede tempo. Lontano dalle mode passeggere, dalle scorciatoie, dalle chiacchiere,
dalle convenienze, noi continuiamo a fare la nostra traccia. Non fingiamo di farne una,
compiacendoci di rassomigliare al modello di tendenza o allineandoci alla necessità commerciale
di vendere sogni. Noi non fingiamo. È tutto vero. Esattamente come capita a voi
che ci seguite, la nostra è una linea visibile, pura, semplice. Difficile o facile, vicina o lontana,
elegante o goffa e tremolante che sia. È vera. Noi sappiamo che voi continuerete a
esserci anche quando gli esperti del marketing avranno definitivamente stabilito che il clima,
il trend o la voglia di fare fatica cercando una linea di neve fresca non saranno più
economicamente rilevanti. Voi ci sarete, anzi ci siete, perché quel momento è già arrivato.
Noi ci siamo e continueremo a esserci anche quando sentirsi freerider non sarà più
esattamente di moda, di tendenza, in voga. Perché noi, come voi, siamo prima di tutto
sciatori, viaggiatori, sognatori. A farci muovere (noi e voi) è la passione, qualcosa di vero,
autentico, puro. Incorruttibile. Proprio come le cose di cui cerchiamo di scrivere. Tutto
vero, altro che marketing.

Emilio Previtali

Shishapangma, Base Camp, 27 settembre 2007
 
Beh..un lieve messaggio..per una visione piu' intima e raccolta.....ma ancora lontano, molto lontano da qualcosa di realmente profondo, qualcosa che l'uomo puo' trovare solo in se stesso.
 
amen ha detto:
....Eppure sono qui ancora e so esattamente che potrei essere in qualsiasi luogo del pianeta
a fare le stesse cose. Salire, scendere. Su qualsiasi montagna, grande o piccola. Su
qualsiasi pendio, su qualsiasi pista, lungo qualsiasi itinerario fuoripista. Esattamente come
voi, che continuate a leggerci, a cercare, a esplorare. Non importa dove, come, quando
andate. Non importa che siate lontani da casa, sulla montagna più alta del pianeta o
nella polvere più leggera dell'emisfero; oppure nella stazione in cui sciavate da bambini,
tra arbusti che crescono incontrollati e impianti di risalita abbandonati. Non importa che
la vostra linea, il vostro rail, la vostra sequenza di
curve siano i più estremi, i più radicali, i più difficili
o i più esclusivi del mondo. Conta la vostra (e
nostra) voglia di provare, di esplorare, di condividere.
......Lontano dalle mode passeggere, dalle scorciatoie, dalle chiacchiere,
dalle convenienze, noi continuiamo a fare la nostra traccia. Non fingiamo di farne una,
compiacendoci di rassomigliare al modello di tendenza o allineandoci alla necessità commerciale
di vendere sogni. Noi non fingiamo. È tutto vero. Esattamente come capita a voi
che ci seguite, la nostra è una linea visibile, pura, semplice. Difficile o facile, vicina o lontana,
elegante o goffa e tremolante che sia. È vera. Noi sappiamo che voi continuerete a
esserci anche quando gli esperti del marketing avranno definitivamente stabilito che il clima,
il trend o la voglia di fare fatica cercando una linea di neve fresca non saranno più
economicamente rilevanti. Voi ci sarete, anzi ci siete, perché quel momento è già arrivato.
Noi ci siamo e continueremo a esserci anche quando sentirsi freerider non sarà più
esattamente di moda, di tendenza, in voga. Perché noi, come voi, siamo prima di tutto
sciatori, viaggiatori, sognatori. A farci muovere (noi e voi) è la PASSIONE, qualcosa di vero,
autentico, puro. Incorruttibile.........
Emilio Previtali

quando emilio scrive non posso fare a meno di essere trasportato dalle sue sensazioni. e' in grado di rendere visibile agli altri cio' che veramente si sente quando si porta avanti la propria passione.

per (y)am : penso che emilio non abbia voluto cercare qualcosa di "realmente profondo" ma solo rendere l'idea del vero spirito della montagna e di ogni freerider.
e penso anche che come al solito tu sia lontano, molto lontano dai significati che si vogliono attribuire ad alcune cose.
 
Il vero spirito della montagna?
Personalmente l'ho visto vivere dai Tibetani...molto piu' che da quegli idioti di occidentali che arrivano bardati di tutto punto per fare cosa?
Allora..iniziamo a riconoscere cosa e' superficie e cosa profondita'....e il vero significato della parola Free...oppure che si smetta di utilizzarla....attribuendogli dei significati....le parole hanno un significato....che non si inventa.
Emilio e' un ricercatore...sincero ed onesto...ma ha ancora molta strada da fare, quella rivista fa schifo...e non e' assolutamente libera dal marketing...e' sostanzialmente puro marketing...a parte..poche piccole cose. Comunque la sua idea di Free Ride e' la stessa che aveva mio nonno, scialpinista....e che ha chiunque ami veramente la montagna.
E' possibile andare oltre e ricercare un profondo gesto estetico scavando nei meandri dell'essere dove ogni uomo e' pura coscienza....spirito consapevole....ma qui ahimeh...sembra fantascienza vero?
Solo una lunga preparazione, disciplina...possono permetterci di assaporare le nostre potenzialita'....io vedo invece, (non in Emilio e altri che scrivono anche qui) una superficialita' becera e sconcertante.
Vabbeh ..lasciamo perdere.
 

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giuro che non so piu' cosa pensare di te.

direi che e' abbastanza normale che una rivista non e' libera dal marketing altrimenti non starebbe in piedi e ti assicuro che se dovessero mettermi in mezzo altre pagine di pubblicita' la comprerei lo stesso solo per leggere quelle pagine che qualcuno che ha avuto il CORAGGIO di pubblicare in un paese ottuso come il nostro (anzi come il tuo) dove esiste solo il calcio!

ma poi scusa....ma perche' leggi una rivista del genere quando non ti piace il freeride e il freestyle!?
 
Madaci ha detto:
ma poi scusa....ma perche' leggi una rivista del genere quando non ti piace il freeride e il freestyle!?

Non la leggo sempre, comprai i primi numeri e ogni tanto ne compro uno per vedere se e' cambiato qualcosa.
E' vero questo paese ha qualche problema...culturale innanzitutto.
Dico solo di non spacciare per Free cio' che non lo e'.
 
si ma dai messaggi che vedo sei sempre e solo capace di criticare!! forse dovrersti provare a rendere un po piu FREE il tuo pensiero!!! si il nostro è un mondo di plastica come il monitor che stai guardando, la tastiera su cui stai scrivendo i tuoi scarponi i tuoi sci persino gli aerei che ti portano in tibet!!! quindi ci sei dentro anche tu a matrix anzi bedda matrix!!!!!!!!!!!!
 
(Y)am ha detto:
Il vero spirito della montagna?
Personalmente l'ho visto vivere dai Tibetani...molto piu' che da quegli idioti di occidentali che arrivano bardati di tutto punto per fare cosa?
Allora..iniziamo a riconoscere cosa e' superficie e cosa profondita'....e il vero significato della parola Free...oppure che si smetta di utilizzarla....attribuendogli dei significati....le parole hanno un significato....che non si inventa.
Emilio e' un ricercatore...sincero ed onesto...ma ha ancora molta strada da fare, quella rivista fa schifo...e non e' assolutamente libera dal marketing...e' sostanzialmente puro marketing...a parte..poche piccole cose. Comunque la sua idea di Free Ride e' la stessa che aveva mio nonno, scialpinista....e che ha chiunque ami veramente la montagna.
E' possibile andare oltre e ricercare un profondo gesto estetico scavando nei meandri dell'essere dove ogni uomo e' pura coscienza....spirito consapevole....ma qui ahimeh...sembra fantascienza vero?
Solo una lunga preparazione, disciplina...possono permetterci di assaporare le nostre potenzialita'....io vedo invece, (non in Emilio e altri che scrivono anche qui) una superficialita' becera e sconcertante.
Vabbeh ..lasciamo perdere.

A volte è troppo facile criticare con frasi un po' troppo utopistiched...

Scusa YAM ma mi sembra di avere a che fare con un giullare alla Beppe Grillo uno che demolosce ma non ricostruisce.

Cosa vuol dire la tua affermaxione sul fatto che la rivista non sia libera dal marketing? nulla! primo perchè al massimo la rivista non è libera da ciò che si chiama pubblicità. Cosa per altro normale perchè una rivista non vive con i soldi della vendita ma con quelli degli inserzionisti, poi se si rientra dei soldi con le vendite è tutto di guadagnato.

Su parli di free vero concetto della parfola e dici che i tibetani solo loro lo sono... io non ne sono da'accordo perchè la loro è un tipo di libertà, ce ne sono milli tipi, la mia che è quella di poter decidere di stare a casa dal lavoro e andare a sciare, la tua che decidi di sparare sentenze su un forum e quella di un tibetano che decide di meditare e vivere con quello e di quello che lo circonda.

La parola free sono il primo a dire che è sopravvalutata però purtroppo è anche l'unico modo per identificare ciò che molti di noi fanno.
Emilio credo che in italia sia ancora uno dei pochi che in effetiu pensi veramente LIBERO perchè fa e vive di ciò chegli piace!!!
 
ti assicuro che ora Yam mi cresce la curiosita' di sapere come mai pensi in questo modo o come nell'altro topic sulle mie performance.

cosa ti e' successo per arrivare a sentenze cosi' ferree?
 
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