Il dilemma delle spedizioni commerciali

ofdef

New member
Leggere questi articoli mi ha colpito molto, invito tutti a darci un occhiata, primo fra tutti "Everest, la strana morte di Mr. Sharp".
Mi scuso da subito se per caso non essendo news dell' ultima ora qualcuno avesse già aperto dei topic su tale argomento... :? :shock: :(

http://www.montagna.tv/?q=node/3052
 
Mamma mia..certo che se è veramente andata così c'è molto da pensare su spedizioni del genere.. :think:
 
Ciao ofdef, vorrei capire che significato attribuisci a questa frase: "dilemma delle spedizioni commerciali".

il termine "dilemma" può essere usato per indicare un problema di difficile soluzione, oppure a una situazione che porta a scegliere tra due possibilità.

Lo scempio causato dalle spedizioni commerciali (abbandono di rifiuti e bombole di ossigeno dove gli pare) è sotto gli occhi di tutti...

Se il tuo scopo era quello di porre l'accento su una scelta del tipo:

1) la vetta ad ogni costo, anche se ciò potrebbe comportare la morte e/o l'abbandono di qualche componente della spedizione;

2) tentativo di raggiungere la vetta, cercando di garantire l'incolumità dei componenti della spedizione;

Su questo si potrebbe essere d'accordo sul fatto che ogni spedizione commerciale debba dotarsi di un codice etico; ma chi è salito a quelle quote sa benissimo che la certezza al 100% di garantire l'incolumità degli alpinisti è assolutamente impossibile, per cui credo bene che nessuna spedizione si sogni di poter assicurare il punto 2).

E' vero anche che molti, senza allenamento e senza reale cognizione delle difficoltà, si cimentano in imprese di questo tipo affidandosi ad agenzie senza scrupoli, basta avere il budget necessario... ma come spesso accade non è semplice accertare le singole responsabilità.

Per questi motivi, tendo a considerare tutte queste polemiche, aria fritta: chi decide per la salita ad un Ottomila, deve essere consapevole del fatto che ci sono possibilità tutt'altro che trascurabili di rimanerci per sempre.

E' ormai chiaro che OGNI spedizione commerciale sia solo speculazione sulle velleità, sulle ambizioni (?) e la voglia di rischio di coloro che vogliono farne parte. Fosse per me, andrebbero abolite tutte. Ma, come sempre, alla fine vince il Dio Soldo.
 
http://www.montagna.tv/?q=node/1878 qui si capisce meglio il "fatto Sharp".
E’ lungi dal placarsi la polemica sulla morte di David Sharp, il giovane alpinista inglese spirato sul versante Nord dell’Everest circa un mese fa. Sotto accusa Russell Brice, responsabile della spedizione commerciale Himex. Secondo gli stessi clienti avrebbe dato per almeno tre volte l’ordine ai suoi di proseguire per la vetta senza curarsi di Sharp, agonizzante. Brice, ovviamente, smentisce tutto.
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Secondo i racconti degli alpinisti passati di lì, Sharp era – in quei momenti - vivo, ma agonizzante e sospeso tra la veglia e l’incoscienza. Era senza guanti e portava evidenti segni di congelamento su mani e viso. Ma ancora una volta, il capospedizione della Himex avrebbe dato lo stesso ordine di sette ore prima: proseguire.

Brice però, nel suo comunicato li contraddice in pieno, sostenendo di non aver saputo nulla di Sharp sino alle 9.30. Solo a quell’ora uno dei suoi alpinisti lo avrebbe avvisato (forse Inglis). Brice tuttavia ha stabilito di non poter far nulla per aiutare l’inglese: l’ossigeno dell’alpinista e dello sherpa che si trovavano lassù stava per finire e la situazione di alcuni clienti, molto lenti, era parecchio difficile.
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Non metterei MAI la conquista della vetta prima dell'aiuto di una persona. Però in quelle spedizioni la possibilità di morire fa parte, eccome, della spedizione quindi non posso scrivere qualcosa di sensato, io, che assolutamente non associo neanche la possibilità di farsi male ad una escursione in montagna.
 
In realtà la scelta del titolo su cui ti sei focalizzato è stato un semplice copia-incolla dall' articolo originale del link.
Non è mia intenzione alimentare polemiche che esistono già, semplicemente sono rimasto colpito dagli articoli che descrivono come molta gente sia passata a fianco di un moribondo senza cercare di portarlo in salvo(certo si trovavano a 8000 m ma le condizioni meteo di quel giorno erano buone). Penso la responsabilità maggiore vada comunque attribuita a chi dispensava "gli ordini" dal campo base, probabilmente se da giù mi avessero comunicato via radio "non ti fermare e prosegui per la vetta" avrei proseguito immaginando che si stesse organizzando una squadra di soccorso o comunque fossero ben consapevoli di ciò che affermavano e cioè che l' alpinista in questione fosse effettivamente spacciato...
 

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non è certo la prima volta che succede una roba del genere.
in un libro di joe simpson su quest0argomento racconta di una spedizione olandese con tanto di cameraman per fare una trasmissione televisiva che al colle sud dalla tenda vede un uomo agonizzante a poche decine di metri ma non interviene nessuno con la scusa che tanto l'uomo è spacciato, e tutta la scena è filmata.
l'uomo era in effetti spacciato ma non andare nemmeno a dargli il conforto di una presenza umana è una cosa agghiacciante.
senza contare che lungo tutta la via normale dell'everest ci sono corpi che nessuno tenta di recuperare ma che semplicemente si scavalcano per andare in vetta.
secondo me il 90% di quello che succede sull'everest non è alpinismo, ma una cosa totalmente diversa.
 
finx ha detto:
non è certo la prima volta che succede una roba del genere.
in un libro di joe simpson su quest0argomento racconta di una spedizione olandese con tanto di cameraman per fare una trasmissione televisiva che al colle sud dalla tenda vede un uomo agonizzante a poche decine di metri ma non interviene nessuno con la scusa che tanto l'uomo è spacciato, e tutta la scena è filmata.
l'uomo era in effetti spacciato ma non andare nemmeno a dargli il conforto di una presenza umana è una cosa agghiacciante.
senza contare che lungo tutta la via normale dell'everest ci sono corpi che nessuno tenta di recuperare ma che semplicemente si scavalcano per andare in vetta.
secondo me il 90% di quello che succede sull'everest non è alpinismo, ma una cosa totalmente diversa.

sono completamente d'accordo...è come se si trattasse di un mondo parallelo...
 
Capisco, ofdef, e la frase che ha riportato in neretto Fabio è una cosa raccapricciante.

E ciò che ha detto finx, cioè che per raggiungere la cima dell'Everest, spesso e volentieri si passa sopra dei cadaveri, è un'altra testimonianza della perversione umana... :(
 
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