Heinz61
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Non so se esiste un topic che tratta di questo, e comunque non sono riuscito a trovarlo. Dunque:
Sarà capitato a tutti, a fine giornata, di dover percorrere un tratto di pista ripido e diciamo "messo male", cioè pieno di mucchi di neve smossa alti da 1/2 metro in su, alternati a tratti pelati e ghiacciati. Insomma, una specie di snowpark involontario...
Una stessa pista, tirata come un biliardo alle 9:00 del mattino, dopo un tot di passaggi, alle 15:30 del pomeriggio non può presentarsi allo stesso modo. E questo è vero quanto più il tratto è ripido e quanti più passaggi ci sono stati, magari fatti da sciatori che mediamente sul ripido vanno in derapata (se non a spazzaneve) e non in conduzione.
Qual è il modo migliore, se ne esiste uno, per affrontare un tratto simile?
Vedo alcuni (pochini, per la verità) scendere a "scodinzolo" su un "pistino" largo un paio di metri, quasi sempre ricavato a bordo pista, evitando se possibile il "carnaio".
Vedo altri (mio figlio - beato lui - tra questi), che sembrano anzi apprezzare l'alternanza gobbe-ghiaccio, e andare giù senza problemi.
Per quanto mi riguarda (che volete farci, non tutti siamo "maestri"), tendo per lo più ad "impanicarmi": in pratica tendo a "sedermi" all'indietro, e addio piegamento - distensione; alterno un tratto in diagonale tra prese di spigolo sul ghiaccio e tuffi nella polvere, a curve strette, cercando di passare intorno ai mucchi. Tutt'altro che un bell'andare... :?
Dovrei anzi caricare ancora di più il peso sulle tibie? Devo infilarmi nei mucchi? Dove curvare?
Non mi è mai capitato un maestro che mi consigliasse al riguardo (del resto, credo convenga poco ad un maestro impelagarsi in situazioni poco piacevoli).
Sarà capitato a tutti, a fine giornata, di dover percorrere un tratto di pista ripido e diciamo "messo male", cioè pieno di mucchi di neve smossa alti da 1/2 metro in su, alternati a tratti pelati e ghiacciati. Insomma, una specie di snowpark involontario...
Una stessa pista, tirata come un biliardo alle 9:00 del mattino, dopo un tot di passaggi, alle 15:30 del pomeriggio non può presentarsi allo stesso modo. E questo è vero quanto più il tratto è ripido e quanti più passaggi ci sono stati, magari fatti da sciatori che mediamente sul ripido vanno in derapata (se non a spazzaneve) e non in conduzione.
Qual è il modo migliore, se ne esiste uno, per affrontare un tratto simile?
Vedo alcuni (pochini, per la verità) scendere a "scodinzolo" su un "pistino" largo un paio di metri, quasi sempre ricavato a bordo pista, evitando se possibile il "carnaio".
Vedo altri (mio figlio - beato lui - tra questi), che sembrano anzi apprezzare l'alternanza gobbe-ghiaccio, e andare giù senza problemi.
Per quanto mi riguarda (che volete farci, non tutti siamo "maestri"), tendo per lo più ad "impanicarmi": in pratica tendo a "sedermi" all'indietro, e addio piegamento - distensione; alterno un tratto in diagonale tra prese di spigolo sul ghiaccio e tuffi nella polvere, a curve strette, cercando di passare intorno ai mucchi. Tutt'altro che un bell'andare... :?
Dovrei anzi caricare ancora di più il peso sulle tibie? Devo infilarmi nei mucchi? Dove curvare?
Non mi è mai capitato un maestro che mi consigliasse al riguardo (del resto, credo convenga poco ad un maestro impelagarsi in situazioni poco piacevoli).