FREE.rider il N° 27 è in edicola

ore 14.00 Milano

esco presto dall' ufficio , ho un appuntamento ....scendo la scala del metrò

butto.."l' occhio" .. allo scaffale in edicola .. già convinto di perdere tempo...

TROVATO........!!!!!! il numero 27 il pù disscusso della storia di FREE.RIDE

ore 16.00 sono già in attesa del N° 28
..melosonoingoiatocoll'occhiinunsolorespirosiperchètrattenevoilfiato..


:ad: :ad: :ad: :YY :YY :YY :xaaa :xaaa :xaaa :xaaa

p.s. scuse accettate ......!!
 
Bene!
Che cosa sono questi due passi avanti?
Ci sono nuove rubriche? Poster? Dvd allegato? Impostazione diversa?
 
preso pure io, credo nella stessa edicola dove l'ha preso kirama.
l'edicolante mi ha detto che gli hanno spedito anche il numero sulla bicicletta insieme a quello nuovo, infatti li aveva fuori tutti e due :think:
domani lo leggo.
 
Fabio ha detto:
Bene!
Che cosa sono questi due passi avanti?
Ci sono nuove rubriche? Poster? Dvd allegato? Impostazione diversa?

non ho colto impostazioni differenti

forse la lettura della lettera di prefazione , che compare nell'altro post ,
può dare qualche indicazione , ma io non la colgo.

questo il testo

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FREE.rider n°27
Maggio 2007
Al tuo baricentro serve equilibrio, se vuoi proiettarti nel moto...

Sommario
Editoriale. IL MONOCICLO. Non so se vi è mai capitato di provare a pedalare su un monociclo. Parlo di quello strano attrezzo che senz’altro almeno una volta nella vita avete visto al circo o tra le gambe di un giocoliere di strada. Pedalarci sopra non è un esercizio fisico, non nel senso comune del termine perlomeno. Andare in bicicletta è un’altra cosa.
Il monociclo non è un mezzo di trasporto e non è uno sport. Non è un gioco, non è un’attività utile o gratificante nel senso stretto del termine. Eppure credetemi, è un’esperienza interessante. Il monociclo è uno strumento con cui tentare di entrare in sintonia con se stessi e provare a riflettere, con distacco, sul sistema con cui impariamo a fare cose nuove. Una specie di metafora della nostra vita professionale, sportiva o di relazione con cui ripercorrere criticamente ciò che ci è accaduto, ciò che accade, ciò che probabilmente accadrà. Io non sono un granché bravo con il monociclo, anzi. Mi definisco orgogliosamente un cocciuto principiante. In questi giorni, mentre dopo cena sprecavo tentativi uno dopo l’altro cercando di pedalare in equilibrio su quel coso, a un certo punto ho capito. Tutto mi è apparso chiaro, perfettamente comprensibile. Inspiegabilmente ho cominciato a pedalare e a muovermi in avanti. Ero lì con tutti i miei dubbi, tutti i miei pensieri, con le mie perplessità e preoccupazioni. Fare questa rivista, quest’anno, è stato più complicato del solito. Tentare di stare in equilibrio lì sopra, su quel coso, era un modo come un altro per rimandare l’urgenza di scrivere questo editoriale. In senso figurato una specie di vasca di sedimentazione della torbida inquietudine di quest’inverno. Non è stato per niente facile, credetemi. E’ incredibile come voi con le vostre e-mail, le vostre telefonate, i vostri incoraggiamenti, i vostri sguardi entusiasti dietro alle lenti specchiate, dimostriate di amare oltre ogni logica questo giornale. A volte sono quasi a disagio di fronte al vostro incrollabile entusiasmo.
Imparare a pedalare su un monociclo è un esercizio di coraggio, di creatività, di intraprendenza. Serve equilibrio, esercizio, pazienza, determinazione, umiltà, voglia di imparare dai propri errori e istinto di conservazione. Il tutto mescolato in parti uguali. Esattamente come fare questo giornale. Esattamente le stesse cose che sono servite anche voi nella vostra prima giornata in neve fresca. Per questo sono certo riuscirete a comprendere la sensazione a cui mi riferisco. Fare questo lavoro per me è stato finora come imparare a pedalare su un monociclo, uno slancio in avanti alla ricerca di un nuovo equilibrio che pare impossibile. Ora so esattamente come si fa. Volendo uno potrebbe anche accontentarsi di andare sul monociclo pedalando rasente ai muri all’infinito, appoggiandosi prima da una parte e poi dall’altra, tentando miseramente di avanzare dondolando appoggio dopo appoggio. Ma quella è sopravvivenza, non equilibrio. Non puoi nemmeno puntare liberamente verso il centro della strada, se sei armato solo di entusiasmo e di voglia di fare. Quella da sola, non basta. Non puoi pedalare restando in equilibrio su un monociclo se non ti senti sostenuto dalla potenza quieta delle forze esterne che si incontrano e si neutralizzano dentro di te, proprio dove tutto il mondo che hai intorno si semplifica in un unico punto dove origina la forza.
Al tuo baricentro serve equilibrio, se vuoi proiettarti nel moto.
Scusate il ritardo. Stare in equilibrio non è poi così facile. Ma ora so esattamente come si fa.
Emilio Previtali
 
.... più che una metafora tra il cazz di monociclo e il dirigere la rivista mi sembra di intuire tra le righe che il dilemma sia stato tra l'impegnarsi a tempo pieno nella rivista o meno

"Volendo uno potrebbe anche accontentarsi di andare sul monociclo pedalando rasente ai muri all’infinito, appoggiandosi prima da una parte e poi dall’altra, tentando miseramente di avanzare dondolando appoggio dopo appoggio. Ma quella è sopravvivenza, non equilibrio."

Vedremo quando arriveranno i prox numeri sapremo esattamente cosa ci aspetterà..
 

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Davvero un bellissimo numero!!!
Vedo che per caso o meno molti dei consigli che sono stati scritti sono stati per lo meno letti. Il numero più "umano" che io abbia letto finora :clap:

Unico appunto:
secondo voi è più bella la foto di pagina 37 o 38?
:D

xorex In una rivista con un numero di collaboratori tale da riempire una colonna dell'ultima pagina una rilettura prima della stampa ci poteva stare ;)

E' bello vedere che in Italia gente si impegna per parlare di neve polverosa.
Vado a creare bellezza pure io ;)
 
beh fabio, quella foto è talmente bella che ci sta il gioco di metterla due volte...non penso sia un refuso...anche se fare l'impaginazione con tutti quei casini non dev'essere stato facile

a me han tagliato mezza riga di ringraziamenti.....ma non è di sicuro una cosa che cambia un servizio...strano perchè nei preview c'era

concordo che è uno dei numeri più umani....e di sicuro megio del precedente

buon lavoro anche a te
 
Secondo me è una svista ma averne di sviste così! Me la posso guardare sia che sia a letto che sul divano :D

:clap: :clap: :clap: Resta il fatto che secondo me (che non ho tutti i numeri!) è uno dei numeri migliori sia per i testi sia per le foto!!!

Leggere di persone normali (seppur già troppo forti :D ) e sentir parlare di Limone Piemonte/Madesimo etc sebbene non ci sia mai stato è molto più coinvolgente di sentir parlare di Wurzigistan, Infinite Mountains o simili :D
Forse la rivista perde di "ambizione" (non so come tradurre quello che voglio dire) ma guadagna in soddisfazione dei lettori italiani!

E poi ci sono pure i viaggi nei posti lontani e le sciate degli alieni per chi vuole il plus.

Quanto mi piace quel tris di foto di pagina 71 :D
 
Concordo, è un ottimo numero... e a differenza dei precedenti, me lo sto consumando lentamente, col contagocce... tanto, il 28 chissà quando arriverà!!!! :lol: :wink: :think: :wall:
 
è il primo numero che ho comprato e mi è piaciuto... è bello leggere articoli su posti umani e recensioni di località scritte da appassionati e non da alieni ...
 
finalmente un bel numero...

io spero solo che la prossima stagione si possano rifare e che non commettano più gli stessi errori...

Ho anche notato quanto è bella crevacol, molti miei amici mi hanno sempre invitatoa d andarci ma ho sempre detto di no...il fatto è che me la ricordavo solo per via della agonistica e quindi non mi era rimasto un bel ricordo...cazzo se è bella...certo con la thuile lui vicino la scelta è dura
 
Bello il numero 27 ...l'ho già letto tutto!

Bello il servizio su Limone Piemonte e bello anche la parte FREE.ride 4 Dummies...
8--)
 
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