VALANGHE

gilles27

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.. cosa pensate delle valanghe di ieri???

Senza polemica e rispetto per tutti ...

opinioni del tipo stabilire delle regole o codici o sci di alpinismo o freerider non deve avere regole per definizione?
 
Dove ci son state ? Me lo diceva mia mamma stamattina che l'avrà sentito al telegiornale
 
dal Corriere

Torna l'incubo valanghe, 2 sciatori morti La disgrazia nella zona di Forcella Canin, sopra Cortina d'Ampezzo, al termine di una domenica costellata di slavine

CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Torna l'incubo valanghe in montagna: dopo una domenica costellata di incidenti è stato trovato in serata nel Bellunese il corpo di uno sciatore travolto da una slavina, mentre all'alba di lunedì mancava ancora all'appello la donna che era in compagnia della vittima. Poi la scoperta del corpo, poco dopo l'alba. La disgrazia è avvenuta nella zona di Forcella Canin, nel gruppo del Fannes, sopra Cortina d'Ampezzo. Il cadavere dell'uomo è stato trovato dalle squadre del soccorso alpino intervenute nella zona dopo l'allarme dato, nel tardo pomeriggio, da alcuni sciatori che non avevano visto rientrare i due compagni. Lo sciatore era dotato di apparecchi di segnalazione antivalanghe che, a quanto si è appreso, sono serviti nella ricerca per individuare l'area dove era sepolto.


DOMENICA DI VALANGHE - Nel corso della giornata, tre sci-alpinisti erano stati tratti in salvo dai compagni di cordata in Valle d'Aosta dopo essere stati travolti da una valanga in Val di Reme. Conseguenze meno drammatiche da un'altra valanga, a San Candido sulle Dolomiti, dove uno sciatore se l'era cavata con qualche escoriazione. Meno bene era andata a tre sciatori che risalivano le pendici del Monte Pelmo, ancora nel bellunese: sorpresi da una valanga staccatasi dalla forcella, sono rimasti sulla superficie della massa nevosa senza esserne travolti, ma hanno riportato traumi in varie parti del corpo.
 
Belluno
«Ho una gamba rotta, è stata un'esperienza terribile che non mi sento di raccontare». Gli occhi di Gianni Montanari, 38enne di Modena, si velano al pensiero di quello che ha vissuto ai piedi della Forca Rossa, sul monte Pelmo ieri mattina. È ancora incredulo per essere sopravvissuto, riportando anche alcune escoriazioni ...

(Gazzettino)
 
OK dare le notizie, fanno stare in guardia.

Non generalizziamo però. Io ieri ho fatto una skialp in val Ridanna (vicino vipiteno) su Cima d'Incendio (o qualcosa di simile) 2446 mt con discesa sul versante nord su pendii di 35 - 40° per i primi 300 mt di dsl. Dopo attenta valutazione da perte degli istruttori del corso SA1 siamo scesi e vi assicuro che la stabilità era ottima e la consistenza della neve era semplicemente POWDER con mezzo cm. di crosticina da vento morbida in superfice (con lo snowboard neanche la sentivo). Qualcuno è addirittura caduto e non si è mosso niente! A fine discesa gli istruttori dicevano che se fossimo tornati in vetta avremmo potuto tracciare alla grande anche i pendii di 40°:sbavsbav:, ma ormai era tardi.

Insomma il pericolo va sempre valutato localmente e gridare "emergenza valanghe su tutto l'arco alpino" come fanno i giornalisti è solo sensazionalismo :prrr:
 
Ed a Cortina il bilancio è salito ...

Domenica nera sulle montagne, in particolare quelle venete. Un uomo e una donna sono morti travolti da una slavina nella zona di Forcella Canin, nel gruppo del Fannes, sopra Cortina d'Ampezzo. Lo sciatore era dotato degli apparecchi di segnalazione antivalanghe che sono serviti per individuare l'area ....

(Gazzettino)
 
CIMADOLMO. Un’altra tragedia in montagna. Renzo Narder, pensionato di 56 anni di Cimadolmo, è morto ieri in val Vescovà, vicino a Sedico, precipitando in un crepaccio a Val Vescovà ...


(La Tribuna di Treviso)
 
e.frapporti ha detto:
OK dare le notizie, fanno stare in guardia.

Non generalizziamo però. Io ieri ho fatto una skialp in val Ridanna (vicino vipiteno) su Cima d'Incendio (o qualcosa di simile) 2446 mt con discesa sul versante nord su pendii di 35 - 40° per i primi 300 mt di dsl. Dopo attenta valutazione da perte degli istruttori del corso SA1 siamo scesi e vi assicuro che la stabilità era ottima e la consistenza della neve era semplicemente POWDER con mezzo cm. di crosticina da vento morbida in superfice (con lo snowboard neanche la sentivo). Qualcuno è addirittura caduto e non si è mosso niente! A fine discesa gli istruttori dicevano che se fossimo tornati in vetta avremmo potuto tracciare alla grande anche i pendii di 40°:sbavsbav:, ma ormai era tardi.

Insomma il pericolo va sempre valutato localmente e gridare "emergenza valanghe su tutto l'arco alpino" come fanno i giornalisti è solo sensazionalismo :prrr:

NON sono daccordo...tuttavia, con il corso SA1, è un altra cosa, generalmente il gruppo è numeroso e gi istruttori dovrebbero aver acquisito una certa esperienza nel valutare le condizioni del manto...Certo che, andar a fare uscite con pendenze incanalate di oltre 40° (forca rossa del Pelmo) con esposizione a NORD dove la neve richiede parecchio tempo per il consolidamento...
Buona norma sarebbe non superare i 25°-30° con pericolo 3...
Io sabato ho fatto una skialp MS da tristezza dopo aver visto che davano tali condizioni...poi sono il primo a dire che l' incidente può capitare sempre ed ovunque anche se si prendono 1000 precauzioni, quindi non me la sento di puntare il dito su di nessuno, certo che, scusate l'esempio stupido e banale, è come viaggiare in auto a 100 KM/h oppure a 200 KM/h...i rischi aumentano!!! :think:
 
vorrei dire che la forcella deve per forza essere camin appena sotto punta camin davanti a fodara vedla e il gruppo è fanes sennes .
ieri era un giorno pericoloso
 
si mat, le condizioni peggiori...
1-la voglia di fare escursioni aumenta a dismisura e fa scendere a volte il giudizio (purtroppo)... soprattutto dopo una stagione cosi' arida
2- assieme ad una nevicata di 40cm...appena scesa...
3- ad una sventolata forte che crea accumuli pericolosi..

pero' io gli itinerari non li conosco non mi sento di dire nulla.
se non che mi dispiace molto. e che mi fan paura ste cose.
 
ofdef ha detto:
e.frapporti ha detto:
OK dare le notizie, fanno stare in guardia.

Non generalizziamo però. Io ieri ho fatto una skialp in val Ridanna (vicino vipiteno) su Cima d'Incendio (o qualcosa di simile) 2446 mt con discesa sul versante nord su pendii di 35 - 40° per i primi 300 mt di dsl. Dopo attenta valutazione da perte degli istruttori del corso SA1 siamo scesi e vi assicuro che la stabilità era ottima e la consistenza della neve era semplicemente POWDER con mezzo cm. di crosticina da vento morbida in superfice (con lo snowboard neanche la sentivo). Qualcuno è addirittura caduto e non si è mosso niente! A fine discesa gli istruttori dicevano che se fossimo tornati in vetta avremmo potuto tracciare alla grande anche i pendii di 40°:sbavsbav:, ma ormai era tardi.

Insomma il pericolo va sempre valutato localmente e gridare "emergenza valanghe su tutto l'arco alpino" come fanno i giornalisti è solo sensazionalismo :prrr:

NON sono daccordo...tuttavia, con il corso SA1, è un altra cosa, generalmente il gruppo è numeroso e gi istruttori dovrebbero aver acquisito una certa esperienza nel valutare le condizioni del manto...Certo che, andar a fare uscite con pendenze incanalate di oltre 40° (forca rossa del Pelmo) con esposizione a NORD dove la neve richiede parecchio tempo per il consolidamento...
Buona norma sarebbe non superare i 25°-30° con pericolo 3...
Io sabato ho fatto una skialp MS da tristezza dopo aver visto che davano tali condizioni...poi sono il primo a dire che l' incidente può capitare sempre ed ovunque anche se si prendono 1000 precauzioni, quindi non me la sento di puntare il dito su di nessuno, certo che, scusate l'esempio stupido e banale, è come viaggiare in auto a 100 KM/h oppure a 200 KM/h...i rischi aumentano!!! :think:

Su cosa non sei d'accordo? Il post che ho scritto voleva solo dimostrare che non tutto l'arco alpino (come ho sentito dire al giornale radio questa mattina) è ad alto rischio valanghe ma ci sono zone con manto stabile, infatti per dirne un'altra, anche il bollettino valanghe del trentino al massimo indica rischio 2 moderato.
Se poi vogliamo discutere sulla gita che ho descritto prima è un'altra cosa :wink: Anch'io da solo non mi sarei fidato (
:roll: ) a scendere un 35° ma il punto sta proprio lì: saper valutare localmente le condizioni della neve :D
 
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