Domenica 18 Febbraio 2007, come da tradizione l'ultima domenica di carnevale vede in Val di Fassa la rappresentazione del "Gran Carnascèr de Ciampedel" nella piazza di Campitello; si tratta della più importante celebrazione carnevalesca ladina, nella quale si uniscono maschere e personaggi provenienti da tutti i paesi. Il carnevale fassano è famoso pe la presenza delle maschere tradizionali della valle, le cui origini si perdono nella notte dei tempi della Mitteleuropa; oltre agli abiti (i guantes), spesso colorati e molto vivaci, sono da ammirare le faceres, ovvero le maschere che coprono i volti dei personaggi, tutte rigorosamente intagliate e dipinte a mano dagli artigiani locali. Quest'anno il tema dominante è stato il Molin de la veies (Mulino delle vecchie), una rappresentazione importata in valle a metà ottocento dagli emigranti ladini che si recavano ogni anno nell'europa centrale in cerca di lavoro. Il Molin eè una celebrazione in onore della fertilità, una sorta di "mondo al contrario": due caporali vestiti da Standschutzen catturano le vecchie che si aggirano tra i figuranti, legandole con corde e catene; nel frettempo dall'alto del Molin il diavolo, che vive con i suoi krampus (diavoletti) dentro il Molin, solleva le povere malcapitate e le getta nella macina; alla fine, dall'altro lato del mulino escono le vittime trasformate in fanciulle giovani e belle accompagnate dai loro consorti. Con questa rappresentazione che dalla vecchiaia riporta alla giovinezza le antiche popolazione centroeuropea solevano ingraziarsi la fertilità delle terre nonchè quella delle loro donne.
Oltre alla rappresentazione del Molin de la Veies quest'anno c'è stata anche una breve sfilata dei Lurgeres da zacan (lavori di una volta) nonchè la classica esibizione delle maschere guida fassane, il laché, il bufon, il paiazo e i marascons.
Il Molin de la Veies allestito nella piazza di Campitello
Il "Bandin" dei giovani fassani
Una classica facera fassana con il Ciapel da Coscrit
Una veia in attesa di essere macinata dal Molin
Due Strions da Soraga
Il Bufon, una delle maschere guida del Carnevale Fassano
Il carretto dei Coscric
Il ballo dei Marascons, maschere guida con i bronzins (campanacci) legati alla schiena
Il capo del gruppo folk di Canazei "mena la bandera di set colores" dando inizio alla rappresentazione
I soldati catturano una veia per triturarla nel Molin
Ma le veies sembrano non volerne sapere di essere macinate!
Il diavolo dall'alto del Molin pronto a catturare le sue vittime
Il risultato del Molin de la veies: le Faceres da bel
Le maschere provenienti da Pozza, Pera e Moncion
I bachegn (contadini) di Canazei e Gries
Il carro dei boschieres (boscaioli), provenienti da Mazzin
Oltre alla rappresentazione del Molin de la Veies quest'anno c'è stata anche una breve sfilata dei Lurgeres da zacan (lavori di una volta) nonchè la classica esibizione delle maschere guida fassane, il laché, il bufon, il paiazo e i marascons.
Il Molin de la Veies allestito nella piazza di Campitello
Il "Bandin" dei giovani fassani
Una classica facera fassana con il Ciapel da Coscrit
Una veia in attesa di essere macinata dal Molin
Due Strions da Soraga
Il Bufon, una delle maschere guida del Carnevale Fassano
Il carretto dei Coscric
Il ballo dei Marascons, maschere guida con i bronzins (campanacci) legati alla schiena
Il capo del gruppo folk di Canazei "mena la bandera di set colores" dando inizio alla rappresentazione
I soldati catturano una veia per triturarla nel Molin
Ma le veies sembrano non volerne sapere di essere macinate!
Il diavolo dall'alto del Molin pronto a catturare le sue vittime
Il risultato del Molin de la veies: le Faceres da bel
Le maschere provenienti da Pozza, Pera e Moncion
I bachegn (contadini) di Canazei e Gries
Il carro dei boschieres (boscaioli), provenienti da Mazzin