Dal forum di sciaremag, riportato da voce autorevole della stessa rivista:
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Le seconde scelte esistono.
Sono scarti che vengono ammassati giornalmente dalla azienda e stoccati nei magazzini.
Vengono venduti solo su richiesta del compratore ed a prezzi bassissimi!Con grossi quantitativi.
Non hanno garanzia, è già successo, che non vengano sostituiti.Cito un appassionato di sci della rivista che l'anno scorso mi aveva scritto chiedendomi consigli su un paio di sci rotto durante la sua prima uscita al Tonale.Io ingenuamente avevo telefonato al product manager dell'azienda in questione chiedendogli come si poteva procedere nella sostituzione. Ma in seguito al numero di matricola abbiamo scoperto dell'inghippo e al consiglio di andare a portarli nel punto vendita, gli è stato risposto che con lo sconto che aveva avuto non era possibile la sostituzione. Così il caro amico ha dovuto acquistare un altro paio di sci !!
Questi scarti non possono esere venduti su tutti i mercati mondiali, ma solo in alcuni, tra i quali quello italiano.
Non vi siete mai chiesti come è possibile che un paio di sci sia venduto a meno del 50% del costo di listino?
Quando in un negozio ci sono costi di gestione quali: affitto del locale, stipendio dei commessi, elettricità ecc.....
Spero di essere stato esaudiente e di aver tolto ogni tuo dubbio
E ancora più su veniva riportato...........
Immaginate di trovarvi in un capannone di un' azienda di sci con tutta la catena di montaggio che stà per produrre le aste dove verranno accoppiate per formare il paio di sci!
Avete davanti a voi tutti i componenti che vi servono: Le lamine, le solette, i fianchetti in abs, le anime, le pellicole con la serigrafia.
Si inserisce il tutto nella pressa e con la colla o resina si stampa l'asta.
Quando essa verrà tolta dalla pressa e passata nella fresa per la pulitura, viene caricata sui carrelli dove centinaia vengono sottoposte alla misurazione della flessibilità ed accoppiate per somiglianza, siccome mai nessuna asta sarà uguale all'altra e peggio ancora se l'anima è in legno perchè allora ci saranno differenze di flex ancora maggiori.
Ma attenzione perchè durante questo passaggio si scartano gli sci difettosi, alcuni avranno le anime marce, alcuni avranno l'interno rotto, alcuni non si saranno incollati bene e così via....
E' certificato che gli scarti sono da considerare nel 10% della produzione e se un'azienda produce da 600.000 a 900.000 paia di sci quanti saranno scartati?
Ma se le aziende che producono sci sono 18/20?
Dove finiranno quegli sci?
Meditate appassionati dello sci, meditate....
Diffidate di tutti quegli sconti e di quei prodotti che sono per tutti un bel richiamo.....
E credo che questo racconto possa essere abbastanza eusastivo della questione sollevata :wink: