a me sembra che quello degli sci sciancrati poco sicuri sia un modo di dire tipicamente italiano, lanciato dai nostri commentatori televisivi di coppa del mondo, che non si stancano mai di ripetere il tormentone della pericolosità dei nuovi materiali e si lanciano in assurde disquisizioni tecniche sulle conseguenze degli errori (giri di 360° se prende la lamina, ma quando mai!). purtroppo nel nostro paese c'è una situazione di follia mediatica per cui quando un luogo comune viene ripetuto fino all'ossessione finisce per diventare perfino un'idea geniale.
gli sci buoni di oggi (e quelli degli atleti) sono costruiti nella stessa maniera di prima della diminuzione del raggio di curva (sandwich con fianchetti ed anima in legno) e consentono di sciare senza nessuna difficoltà in piegamento-distensione-piegamento, se uno non ci riesce fondamentalmente vuol dire che non è capace di farlo, non che lo sci non lo consente. il principiante sicuramente non scia con traettorie condotte, ma inizia a curvare in sbandata per arrivare eventualmente alla conduzione solo alla fine della sua evoluzione.
uno sci, ad es., di 15/20 metri di raggio, alto 170/180 cm, rispetto ad uno da 190/200 cm con 50 metri di curvatura, a parità di tenuta in velocità, in campo libero è sicuramente più maneggevole e quindi più controllabile in situazioni d'emergenza. purtroppo sciatori che corrono oltre le proprie possibilità ci sono sempre stati, non li hanno inventati quelli delle sciancrature. così come c'è sempre stata gente che, per condizionamento mediatico, vuole assolutamente lo sci del campione, con il risultato che a volte è lo sci che porta il sciatore e non viceversa. ed una volta era pure peggio: chi si ricorda quanti folli c'erano sulle piste negli anni 80 con sci di coppa da 205 cm, senza possedere la preparazione fisica e tecnica per maneggiarli a dovere?