Hai preso il punto della provocazione Fabio.
Il concetto che mi sono fatto io è il seguente:
- L'energia disponibile con risorse fossili è finita e non sufficiente sul lungo periodo (a meno di escludere clamorose rivoluzioni come la fusione fredda o una prospettiva intrigante su cui volendo si potrebbe aprire un topic maggiormente tecnico che potete trovare qua:
http://www.blacklightpower.com/ e che però non fossile in senso stretto).
- Una delle principali materie prime della industria energetiche (petrolio ma volendo anche carbone) è anche la materia prima dell'industria pertrolchimica. Da questa industria dipende in maniera altrettanto pesante il nostro stile vita. Putroppo ad oggi per la stragande maggioranza dei prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio non c'è alternativa. Per tanto diviene di primaria importanza ridurre l'uso del petrolio per fini energetici dove forse un'alternativa c'è.
- Le fonti rinnovabili (e da queste escludo in maniera categorica quelle in competizione con il cibo) sono in crescita sia come efficienza che come produzione totale. Come fonti rinnovabili: acqua, sole, vento, alcune biomasse (ad esempio le microalghe potrebbero essere promettenti anche se ovviamente non risolutive:
http://www.greenfuelonline.com/ )
- Le fonti energetiche rinnovabili (su tutte solare ed eolico) permettono la delocalizazzione dell'energia con evidenti vantaggi in termini di indipendenza e sicurezza.
Questo è quello che mi fa pensare ad un mondo che debba andare con una politica energetica diversa sia non solo auspicabile ma necessaria. La transizione non è facile e non so se sia possibile.
Per quanto riguarda i numeri che chiedi sui consumi globali sostenibili da un modello energetico basato sulle rinnovabili, credo che siano difficilmente quantificabili (in termini di kmq di pannelli o numero di pale o turbine ecc ecc) dato che alcune tecnologie sembrano essere in forte evoluzione.