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Bardonecchia 05.02.12 "Il Piemonte che non ti aspetti"
Reportage di una località non molto ricorrente sul forum.
A Bardonecchia non c'ero mai stato. Forse ho trovato la giornata giusta (e di giornate come questa non se ne trovano tante), forse c'era poco traffico, forse era per via delle temperature (-13 in paese e -18 in cima alle 9:30, poi un po' si è scaldato), ma la sciata è stata sublime.
Piemonte per me finora voleva dire Via Lattea. Bardonecchia mi ha sorpreso perchè me l'aspettavo peggio (soprattutto conoscendo certe chicche che si riscontrano pochi km a est), e invece mi è piaciuta per diversi aspetti, a partire dall'aspetto generale del comprensorio:
- tutte le piste segnate erano aperte (mentre in VL, a dispetto della cartina, trovare tutto aperto è un miracolo)
- la segnaletica è chiarissima e abbondante, sia come indicazioni (cartelli a tutti i bivi, anche quelli che più a valle si ricongiungono) sia come palinatura (sai sempre su che pista stai sciando)
- le piste sono battute bene (non facciamo paragoni dolomitici... parlo di standard occidentali)
- c'è un generale senso di cura, a partire dai simpatici portali in legno alla partenza degli impianti con tutte le informazioni necessarie (piste servite aperte/chiuse, orario, avvertenze con tanto di lavagna che l'operatore aggiorna al bisogno) che fanno tanto Francia, per arrivare ai ristori che sembrano semi nuovi e comunque piacevoli
Mi ha dato l'impressione di un comprensorio gestito meglio di quella Via Lattea che sembra in mano a nessuno (magari adesso è migliorata anche la VL, l'ultima volta in cui ci sono stato era il 2010...). Ovviamente opinione personale 
Gli impianti, va beh, son quelli che sono (anche se di code nemmeno l'ombra) e avrebbero bisogno di una bella razionalizzazione. Ma le piste mi sono piaciute tantissimo. Varie, molte delle quali "old style" (senza alcuna modellatura del fondo, con cambi di pendenza, contropendenze, concavità e convessità), anche se non mancano i pistoni larghi soprattutto sul versante Jafferau.
Vai di foto. Partiamo con il versante sud (Colomion-Melezet):
Sciovia Colomion, prima sciovia della giornata e prima delle tante sciovie infinite immerse nei larici.

Pista Sole tra il Colomion e Smith.

Pista Rapillon al Clos, terminata la salita con l'omonima sciovia. Alle spalle, le montagne a nord-ovest di Bardonecchia, con il colle del Frejus.

La frazione Melezet vista dalla pista Olimpica. Tipico borgo dell'ovest alpino.

Sciovia e pista Vallon Cros, la zona meno battuta e più impervia del versante sud. L'ultima volta che la pista ha visto un gatto era ancora gennaio 

Panorama sulla Val di Susa da Punta della Mulattiera, all'arrivo della sciovia Vallon Cros a 2395 m slm.

La località Chesal, crocevia di diverse piste interessanti. Sullo sfondo la Vallée Etroite, un tempo in Italia e dal 1947 in territorio francese.

La pista Guglia Rossa che da Chesal scende a Melezet. Pista semisconosciuta, che nessuno fa e che ovviamente è una goduria.

Prosegue con il versante nord (Jafferau)...
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09-02-2012 09:55 PM
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Si cambia versante.
Bardonecchia dal piazzale Jafferau, collegato a Campo Smith con una frequente (ogni 20') navetta gratuita.

La cabinovia Frejusia, unico impianto recente del versante, consente di guadagnare Bardonecchia 2000 a quota 1930 mslm.

Il tronco successivo, la S2 Plateau firmata Marchisio, ci riporta agli albori dello sci piemontese: quando nel 1908 nacque lo sci in Bardonecchia, probabilmente c'era già 

Ingresso alla seggiovia Testa del Ban, la più alta del comprensorio, culminante a 2694 mslm da dove il panorama è superbo.

I pistoni sulle pendici del monte Jafferau.


Il panorama dalla cima. Sullo sfondo, da sinistra, le cime francesi Pelvoux - Barre des Ecrins - Roche Meane - Meije.

Ultima discesa sulla neonata pista Panoramica, un balcone a precipizio sulla Val di Susa.
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Complimenti bel reportage e devo ricredermi sul comprensorio
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bel reportage!
Mi sa che hai davvero trovato la giornata giusta.
A Bardonecchia ci sono stato 2 volte: una nel gennaio 2006 dove soggiornai qualche giorno (un mese prima delle olimpiadi) dove sciai in zona Colomion. Era un carnaio, ma tutto sommato non mi è discpiaciuto, anche se la neve non è che abbondasse, pur avendo nevicato di fresco. La seconda volta è stato circa 2 anni fa, inizio febbraio 2010, dopo un paio di giorni splendidi in via lattea. Ho fatto solo un mattiniero in zona Jafferau. Una delusione ...e sì che di neve ce n'era (almeno in VL). Invece evidentemente quel versante molto battuto dai venti era una lastra di ghiaccio, soprattutto la parte alta (quella servita dalla seggiovia testa del Ban). Magari sono io che quella volta non ho trovato la giornata giusta..
Una cosa ho notato negli impianti: la presenza di skilift dove avrebbero potuto costruire seggiovie. E dove pure le hanno anche fatte (magari parallele allo skilift) ma si fermano più in basso (es. la quadriposto parallela al lungo skilift che sale in cima al colomion oppure la biposto selletta in zona chesal). Chissà perchè avranno fatto queste scelte?
Il paese in sè non mi è dispiaciuto ma nemmeno mi ha entusiasmato: mi ha ricordato un po' Ponte di Legno o Bormio, ma assai meno curato e un più affastellato nello stile urbanistico. Quando vi soggiornai aveva nevicato da un paio di giorni ma la via centrale (si chiama via Medail mi pare) non l'avevano ancora pulita dalla neve, si camminava in una fanghiglia fastidiosa.
boh magari in futuro potrei tornare...mai dire mai...
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Anche a me il paese ricorda Bormio. Sicuramente meglio di Sestriere o Sauze (per restare in zona), almeno hai un centro e intorno un paesaggio un po' più alpino...
Gli impianti... nota dolente! Avrebbero immense possibilità di razionalizzare, mettendo un impianto potente al posto di "n" ruderi, ma a quanto pare nemmeno con le Olimpiadi ci son riusciti. Potrebbero ad esempio:
- unire Colomion e Pra Reymond (già che quest'ultima è stata rifatta, almeno poteva arrivare in cima!)
- unire Selletta I/II e Seba, visto che quest'ultimo parte più basso e arriva più alto, e c'è già una stradina che da Seba scende a Selletta (andrebbe solo allargata)
- unire Plateau seggiovia e Plateau sciovia, essendo la sciovia obbligatoria da prendere dopo la seggiovia per proseguire verso la vetta
- unire Ban e Jafferau con unico impianto con partenza dove parte lo Jafferau e arrivo dove arriva la Ban
Con 4 automatiche puliscono ben bene la ragnatela che si ritrovano, e gli impianti nuovi che smontano (Pra Reymond, Selletta I/II e Seba) li possono riposizionare ad esempio al Bosco e al Vallon Cros.
Ma qui sto sognando troppo
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Report esemplare con anche bellissime foto! Per chi, nostalgico, si gode gli skilift, è il posto ideale!
Comunque dalla punta Jafferau a Bardonecchia hai un dislivello molto interessante, riesci a farlo tutto in una volta?
Altra domanda, quanto ci hai messo da Piacenza?
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cavolo, si vede che il posto ha potenzialità...in effetti poi ha anche un ottimo accesso, è vicino a Torino, ha una linea ferroviaria...certo che tanti skilift ormai sono veramente difficili da trovare anche sull'appennino nelle località più piccole
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da appassionato di geografia mi hai fatto scoprire la Vallée Etroite, non sapevo che esistesse una specie di enclave francese in territorio geograficamente italiano.
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La Vallée Etroite è il risultato della 2^ guerra mondiale, che abbiamo perso. Oltre a quella, altre fette di territorio sono passate da Italia a Francia, come ad esempio il Moncenisio e il Monginevro (prima il confine era sulla cresta mentre ora tutto il valico è in Francia e la frontiera è spostata di parecchio verso l'Italia) e la valle della Roia sopra Ventimiglia. Praticamente abbiamo i francesi in casa.
OT: Con la Svizzera la cosa è simile. Oltre che con tutto il canton Ticino, gli svizzeri vengono da questa parte in val Bregaglia, in val Poschiavo, al Sempione, mentre noi sconfiniamo "di là" con la valle di Livigno e la valle di Lei.
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Originariamente scritto da
ste1258
La Vallée Etroite è il risultato della 2^ guerra mondiale, che abbiamo perso. Oltre a quella, altre fette di territorio sono passate da Italia a Francia, come ad esempio il Moncenisio e il Monginevro e la valle della Roia sopra Ventimiglia. Praticamente abbiamo i francesi in casa.
OT: Con la Svizzera la cosa è simile. Oltre che con tutto il canton Ticino, gli svizzeri vengono da questa parte in val Bregaglia, in val Poschiavo, al Sempione, mentre noi sconfiniamo "di là" con la valle di Livigno e la valle di Lei.
Quante cose si scoprono, pensavo che fra Italia e Francia il confine seguisse sempre regolarmente lo spartiacque alpino!
PS: Anche a S.Candido "svalichiamo" giusto un cicinino, abbiamo le sorgenti della Drava in casa...
oltre alle dolomiti naturalmente, il miglior bottino di guerra (quella vinta)!
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Originariamente scritto da
ste1258
La Vallée Etroite è il risultato della 2^ guerra mondiale, che abbiamo perso. Oltre a quella, altre fette di territorio sono passate da Italia a Francia, come ad esempio il Moncenisio e il Monginevro (prima il confine era sulla cresta mentre ora tutto il valico è in Francia e la frontiera è spostata di parecchio verso l'Italia) e la valle della Roia sopra Ventimiglia. Praticamente abbiamo i francesi in casa.
OT: Con la Svizzera la cosa è simile. Oltre che con tutto il canton Ticino, gli svizzeri vengono da questa parte in val Bregaglia, in val Poschiavo, al Sempione, mentre noi sconfiniamo "di là" con la valle di Livigno e la valle di Lei.
In realtà la Val di lei è italica solo per metà per il lungo, fino al lago...dopo è Svizzera....
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La val di Lei è tutta italiana, sia a sinistra che a destra del lago. Solo la diga è in Svizzera, c'è stato uno spostamento di confine con permuta alla pari di terreno negli anni 60.
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Hai ragione non so perchè mi ero convinto che il confine fosse nel lago
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complimenti...per il reportage dettagliatissimo!!!!!!!!!!
dentro di me...grido....w gli skilift!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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